SITUAZIONE PERSONALE ALES DI SUPPORTO TECNICO AMMINISTRATIVO CONTABILE SCIENTIFICO E NON SOLO.
Spettabili
Ministro della Cultura
On. Alessandro GIULI
ministro.segreteria@cultura.gov.it
Capo di Gabinetto
Dott.ssa Valentina GEMIGNANI
Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale
Dott.ssa Alfonsina RUSSO
Capo Dipartimento per l’Amministrazione Generale
Dott. Paolo D’ANGELI
Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale
Dott. Luigi LA ROCCA
Capo Dipartimento per le Attività Culturali
Prof. Massimo OSANNA
Direzione Generale Musei Nazionali
e, p.c.
Ales S.p.A.
OGGETTO: Situazione personale Ales di supporto tecnico amministrativo contabile scientifico e non solo.
La nostra O.S. ha un lungo percorso di partecipazione e lotta a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Ales S.p.A. e vuole una volta di più tornare a rilevare le condizioni lavorative in cui tanti, troppi di loro, si trovano a prestare servizio per rivendicare per tutti e tutte un futuro di stabilità e pieno riconoscimento, professionale ed economico nel mondo dei beni culturali amministrato prioritariamente da questo Ministero.
In questi anni, nonostante alcuni percorsi concorsuali, la carenza di personale, a tutti i livelli, nel MiC resta cronica e preoccupante. In primis c’è un problema specifico di mancanza di alcune competenze e professionalità necessarie al funzionamento di uffici ed istituti che è stata aggravata in contesti specifici dalle diverse riorganizzazioni, accorpamenti e nuove autonomie. Ecco che in questo scenario i dipendenti della società in-house sono diventati il bacino da cui il Ministero attinge a piene mani per cercare di restare a galla, con i numeri dell’Azienda che secondo i propri dati sono passati ad esempio in un triennio dai 1614 dipendenti del 2021 ai 2264 del 2024 (di cui un terzo circa precari) e non fanno che aumentare.
Si tratta di un bacino attraente anche per scansare i vincoli assunzionali imposti dalle regole italiane ed europee sulla PA, le loro tempistiche e nel contempo, scaricare sulle economie dei singoli istituti il costo e la responsabilità del personale che gli insufficienti investimenti governativi nel settore cultura non riescono a garantire. Questi lavoratori e lavoratrici impegnati in progetti che vengono chiamati di “supporto”, “miglioramento dei servizi”, “potenziamento delle capacità amministrative”, sono in realtà diventati elementi essenziali senza i quali tanti luoghi della cultura rimarrebbero chiusi e tanti uffici smetterebbero di funzionare.
Parliamo delle più diverse professionalità: dagli esperti legali a quelli contabili, da chi si occupa di gare di appalto o bandi europei a chi segue i cantieri, continuando di recente con restauratori, archivisti, bibliotecari e tante altre figure. Se le loro competenze appaiono obiettivamente preziose, le persone che le incarnano non sono trattate con altrettanta cura, anzi……
USB Pubblico Impiego e Lavoro Privato hanno collezionato tante storie di lavoratori e lavoratrici oberati da un carico di lavoro eccessivo, che si trovano a sostituire interi pezzi di uffici, oppure sistematicamente pressati dalla “committenza” a continue estensioni delle loro mansioni. Si passa dall’essere usati come “tappabuchi” per ogni esigenza in barba alla propria professionalità, a casi in cui si svolgono regolarmente funzioni e mansioni superiori rispetto alla propria declaratoria e al proprio stipendio.
Ci sono poi gli episodi sgradevoli in cui all’interno delle articolazioni del Ministero i dipendenti Ales vengono trattati più come “servitori” che come colleghi, o comunque guardati come personale di serie B.
Spesso questo tipo di atteggiamenti non mancano di far leva sulla paura per la riconferma delle commesse o sulla precarietà di un contratto a termine. Insomma, quella che si respira in troppi luoghi della cultura è un’aria di sfruttamento ovvero senza alcun miglioramento professionale e economico.
Ecco perché pretendiamo con forza un intervento del MiC e di Ales S.p.A su tutti i responsabili degli uffici e istituti perché atteggiamenti lesivi della dignità come quelli appena descritti cessino immediatamente ovunque; perché ogni dipendente possa svolgere con tranquillità il lavoro per il quale è stato assunto senza essere soffocato da un mansionismo dilagante e vedere quindi adeguatamente riconosciuta la propria professionalità. Su tale ultimo punto però bisogna spingere anche per decisi passi avanti.
Difatti si può iniziare a cambiare finalmente il CCNL di categoria da Commercio a Federculture, prevedendo una adeguata armonizzazione che aiuti a disegnare figure professionali più adatte al settore dei beni culturali. Così come dal riconoscere un punteggio per il servizio prestato con Ales nei concorsi pubblici del MiC, rivendicazioni che portiamo avanti da molti anni. Temi che non possono aspettare e vanno risolti nonostante alcune resistenze di Formez e Funzione Pubblica, impasse che il Ministero della Cultura deve tentare in ogni modo di superare.
Nel breve possibilmente e comunque a lungo termine questi problemi hanno una soluzione impegnativa ma necessaria che si chiama internalizzazione nel MiC di tutti e tutte.
Si tratta dell’unica vera possibilità di mettere fine alla disparità di trattamento economico e normativo fra lavoratori, di fornire stabilmente alla PA le competenze preziose di cui ha bisogno e superare i paradossi in termini di costi che si vengono a creare con lo sdoppiamento delle strutture gestionali fra Amministrazione e società in-house.
Occuparsi di questi lavoratori e lavoratrici è quanto mai necessario e la nostra azione sindacale continuerà in tal senso con tutte le iniziative opportune.
Speranzosi di un interessamento, restiamo a disposizione per un incontro e per qualsiasi ulteriore informazione.
Roma, 24 Giugno 2026
USB P.I. MiC: Domenico Blasi
USB LAVORO PRIVATO: Francesca Pulice