PUBBLICO IMPIEGO: LA LINEA CISL: IL BARATTO DELLA RESA SINDACALE
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LA LINEA CISL: IL BARATTO DELLA RESA SINDACALE
Nazionale, 15/10/2026 15:54
La linea Cisl, riassumibile nel “firmo tutto a prescindere”, è quella che ha prodotto la perdita salariale dei dipendenti pubblici che ad oggi è quantificabile in circa il 12% del potere d'acquisto; quella che estorce la firma alle Organizzazioni Sindacali che, pur rappresentative, dissentono dai contenuti dei contratti attraverso il ricatto “se non firmi sei fuori dai tavoli della contrattazione integrativa”; quella che non riconosce alcun ruolo alla RSU nella contrattazione integrativa nazionale, contravvenendo anche alle disposizioni di legge (D.Lgs.165/2001). Per la fortuna di lavoratrici e lavoratori pubblici e contrariamente a quanto affermato, abbastanza goffamente, in un comunicato della stessa cisl, quella linea non ha vinto e tantomeno lo ha fatto attraverso la nostra sottoscrizione del CCNL 2025-2027.
Purtroppo per loro, così come per il Governo, la nostra sottoscrizione del contratto significa, al contrario, che la partita è ancora aperta e non attiene solo al rinnovo contrattuale, ma allo scontro tra due modelli sindacali: quello complice e quello conflittuale. Il primo è quello che teorizza la riduzione del danno, e che nella realtà di danni ne ha fatti talmente tanti da costringere lavoratrici e lavoratori pubblici a misurarli ogni giorno sulla propria pelle e nelle proprie tasche. Il secondo, quello conflittuale da noi rappresentato, lavora per scardinare un impianto contrattuale che ha tolto dai tavoli il tema delle risorse economiche e dell’organizzazione del lavoro, producendo impoverimento, perdita di diritti e peggioramento delle condizioni di lavoro. Questa è la partita e noi vogliamo giocarla fino in fondo, soprattutto a fronte di un ricompattamento di cgil cisl e uil nel nuovo patto di moderazione salariale che rende ancor più urgente il rilancio di un'alternativa sindacale conflittuale in tutte le sedi possibili. A fronte di una fase caratterizzata dalla corsa al riarmo e da un’escalation bellica destinata a durare e ad intensificarsi, i cui effetti economici si riverberano direttamente sui nostri salari che non tengono neanche il passo dell’inflazione, dopo aver consultato democraticamente lavoratrici e lavoratori, abbiamo deciso di riportare lo scontro anche sui tavoli di contrattazione integrativa. Lo facciamo per gli stessi motivi per i quali siamo rimasti fuori da quei tavoli per quasi due anni.
Una presenza ingombrante ai tavoli e nelle piazze a partire dallo sciopero generale del prossimo 30 ottobre.
Il resto è solo il segnale di chi sa di non essere in ottima salute e cerca legittimazione delle proprie scelte in quelle altrui.
Confederazione USB
USB Pubblico Impiego