MINISTERO DELLA CULTURA: USB SCRIVE ALLA DIREZIONE GENERALE RISORSE UMANE E ORGANIZZAZIONE E ALL'ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

Roma -

Spett.li

DG Risorse umane e Organizzazione

dg-ruo@cultura.gov.it

 

Organismo Indipendente di Valutazione della Performance

oiv@cultura.gov.it

 

Ministero della Cultura

Via del Collegio Romano, 27

00186-Roma

 

OGGETTO: Problematiche delle indennità per incarichi di specifica responsabilità area assistenti.

 

Con la presente questa O.S. intende riportare a questi Uffici una panoramica dei problemi emersi nelle varie strutture di questo Ministero con l'applicazione del nuovo istituto delle indennità per incarichi di specifiche responsabilità per l'area Assistenti, a seguito dell'Accordo di Ripartizione FRD 2025 fra Amministrazione e sigle sindacali firmatarie.

La pubblicazione della Circolare n. 61 con allegato il Regolamento per le nuove indennità ha imposto a tutti gli uffici MiC di redigere in tempi brevissimi gli interpelli per la loro assegnazione, con scadenza 9 Dicembre 2025. Una tale previsione, difficilmente sostenibile, ha comportato una certa confusione. Gli interpelli hanno spesso avuto contenuto vago con istituti che non hanno specificato gli incarichi da assegnare, che ne hanno indicati solo alcuni o che si sono limitati a ricopiare la descrizione delle aree a, b, c, d previste dal regolamento. Sugli incarichi dell'area c poi la responsabilità affidata in un primo momento al DiVa ha comportato ulteriori ritardi, comunicazioni con gli istituti non chiare e uniformi sul territorio nazionale, ulteriori rettifiche degli interpelli in corso d'opera e proroghe dei termini di scadenza. A questo aggiungiamo la nostra perplessità nel rilevare, oltre ad una buona dose di discrezionalità data ai dirigenti in questa fase, come sui tavoli locali questa materia sia stata oggetto al massimo di informativa; quando in realtà trattandosi di indennità economiche e quindi di salario accessorio andrebbe considerata materia di contrattazione.

Se le premesse non sono state delle migliori, anche gli esiti presentano diversi punti critici. Allo stato attuale alcuni istituti non hanno ancora formalizzato gli esiti degli interpelli, altri hanno prodotto decreti di nomina dalla dubbia chiarezza indicando solo i vincitori ma non gli incarichi loro assegnati. Molti ancora devono pubblicare nomi, incarichi e relativo CV sul portale trasparenza. Si registrano diversi casi in cui le strutture giustificano questo ritardo con la richiesta alla DG RUO di ulteriori e specifiche istruzioni, mentre il dettato dell'articolo 6 del Regolamento emanato appare abbastanza chiaro. Tutto ciò e altro ancora ha contribuito a moltiplicare le richieste di accesso agli atti da parte di coloro i quali ritengono che non sia stata considerata correttamente la propria candidatura. Anche in questi casi diversi uffici non si sono dimostrati solerti nell'adempiere a quanto previsto dalla L 241/90.

Il cuore del problema è rappresentato però in maniera ineludibile dai criteri scelti per l'assegnazione del punteggio, che individuano in maniera pressoché esclusiva l'anzianità nel ruolo specifico e senza alcun meccanismo di rotazione; ciò dà vita ad una serie di gravi storture: non ci si limitata solo a “fotografare” l'esistente dando scarse possibilità di accesso ad un numero più ampio di dipendenti, ma ruoli e posizioni affidati negli anni su base totalmente discrezionale e fiduciaria si trasformano di colpo in incarichi retribuiti.

Si tratta di un meccanismo profondamente ingiusto e poco trasparente, che per di più va ad avvitarsi in una spirale, dove chi ha già svolto da anni determinati incarichi va a riceverli nuovamente con indennità, continuerà perciò ad aumentare l'anzianità nel ruolo e con questa il punteggio per le successive assegnazioni. Già adesso si sono verificati esiti paradossali di queste nuove procedure: in alcuni istituti la possibilità di vedersi assegnata una indennità d'incarico è aperta a nuovi soggetti solo da trasferimenti, pensionamenti o decessi di chi vanta un'anzianità di ruolo pluriennale. In altri luoghi, dove si era proceduto a forme di rinnovamento o rotazione, i criteri scelti hanno riportato incarico e relativa nuova indennità a coloro che li avevano abbandonati.

La nostra O.S. ritiene necessario che questi Uffici svolgano la loro attività di supervisione e controllo su questa serie d’interpelli; ma soprattutto li invita ad esaminare attentamente la materia e a promuovere una riflessione che porti ad un profondo ripensamento di queste indennità di specifiche responsabilità, per garantire possibilità di accesso più larghe del personale interessato e un meccanismo di rotazione degli incarichi. Detto ciò, qualora non vi fosse un deciso intervento in merito, siamo pronti ad adottare tutte le iniziative di lotta politico-sindacale ed eventuali azioni legali a difesa della dignità e dei diritti di lavoratori e lavoratrici.

 

Confidando nell'attenzione di questi spettabili Uffici, porgiamo distinti saluti.

 

 

Roma, 17 Gennaio 2026

                                                                                                                                                                                                   USB P.I. MiC