I LAVORATORI E LE LAVORATRICI ALES IN PRESIDIO AL COLOSSEO SFIDANO CHI LI VORREBBE ZITTI E RASSEGNATI

Roma -

I LAVORATORI E LE LAVORATRICI ALES IN PRESIDIO AL COLOSSEO SFIDANO CHI LI VORREBBE ZITTI E RASSEGNATI

Essere con megafono, bandiere e striscione per ore in una mattinata come quella di oggi, 17 Agosto, su via dei Fori Imperiali a Roma con il sole a picco sulla testa, nei momenti più afosi dell'estate può sembrare follia per tanti; eppure i lavoratori e le lavoratrici Ales S.p.A. del Parco archeologico del Colosseo hanno partecipato numerosi al presidio all'ingresso di Largo della Salara Vecchia che USB aveva organizzato per continuare la mobilitazione per il loro diritto a condizioni di lavoro dignitose in un contesto dove lo stress termico di un clima sempre più estremo rende spesso difficile arrivare a fine giornata e mette a rischio la loro salute. Hanno chiesto misure adeguate alle problematiche segnalate e non palliativi o promesse mancate da Azienda e Parco.

L'hanno fatto sfidando chi aveva scommesso, se non attivamente operato, sulla paura e la rassegnazione facendosi scudo dell'intervento pesante della Commissione di Garanzia che ha dichiarato illegittimo lo sciopero che doveva svolgersi oggi e che USB aveva costruito insieme ai dipendenti Ales per dare un segnale chiaro. Nonostante tutto invece chi poteva ha partecipato, anche per i colleghi costretti comunque a recarsi in servizio, l'ha fatto gridando forte la propria insofferenza e le proprie rivendicazioni al centro di una città dove la macchina turistica sembra non doversi mai fermare anche quando calpesta la salute e i diritti.

Non sono mancati anche dipendenti Ales di altri siti romani che hanno portato le storie e la loro solidarietà, che è arrivata anche da una buona rappresentanza di lavoratori pubblici del MiC in primis da quelli del Parco archeologico del Colosseo. Questo a sottolineare la sinergia reale di pubblico e privato con la quale opera la nostra organizzazione, con una visione di unità di lotta dei lavoratori che parte dai bisogni ed è lontana dalle chiusure corporative di altre sigle. Con un richiamo finale alla vera soluzione a lungo termine che si chiama internalizzazione, di servizi e lavoratori.

 

Il presidio di oggi è stata una tappa importante di una mobilitazione che continuerà a chiedere misure adeguate a garantire il benessere dei dipendenti e dovrà affrontare anche il tentativo della Commissione di Garanzia di voler ingabbiare impropriamente anche i lavoratori Ales nella L.146/90, operazione che getta un’ombra su tutto il mondo delle società in affidamento e in appalto nei beni culturali.

 

AVANTI CON DETERMINAZIONE NEL RIVENDICARE DIGNITÀ, DIRITTI E DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO!

 

 

Roma, 17 Agosto 2026                                                                           USB LAVORO PRIVATO

                                                                                  

                                                                                                        USB PUBBLICO IMPIEGO MiC