CONTINUA L'ATTACCO AL SALARIO ALLA PROFESSIONALIA' E ALLA DIGNITA' DEI LAVORATORI DEI BENI CULTURALI

Roma -

CONTINUA L'ATTACCO AL SALARIO ALLA

PROFESSIONALIA' E ALLA DIGNITA' DEI

LAVORATORI DEI BENI CULTURALI

 

 

La Legge di Stabilità approvata recentemente prevede: l’abolizione della pensione di anzianità; la privatizzazione dei servizi; la vendita delle aziende strategiche; il taglio degli organici, la mobilità, la cassa integrazione ed il licenziamento per i pubblici dipendenti; l’applicazione della riforma Brunetta che produrrà i suoi effetti devastanti dal 1 gennaio del 2012 .

Il nuovo governo, secondo noi, accentuerà la politica dei tagli allo Stato sociale e ai diritti in generale dei lavoratori. Per questo è necessario iniziare a costruire l’opposizione sindacale e sociale.

 

La situazione generale su Salario, Diritti e Dignità, delle lavoratrici e dei lavoratori dei Beni culturali è drammatica. Difatti l’Amministrazione e tutte le OO.SS, ad esclusione dell’USBMBAC, continuano ad applicare la politica di divisione tra i lavoratori che è già stata sperimentata attraverso i fallimentari processi della cosiddetta riqualificazione, delle progressioni economiche all’interno delle aree e tra le aree e non solo. Vedi gli innumerevoli ricorsi e la generale confusione tra i lavoratori e il numero limitato dei “riqualificati”.

Ieri durante la riunione di contrattazione nazionale presso il Ministero le stesse parti sociale e l’Amministrazione hanno sottoscritto un accordo sulle somme residue Fua anno 2009-2010 pari ad Euro 30.380.620,00 da destinare alla prosecuzione del progetto di miglioramento dei servizi culturali e amministrativi resi dall’amministrazione all’utenza di cui all’accordo del 14 Aprile 2010.

L’accordo di cui sopra prevede l’introduzione della “meritocrazia” attraverso l’individuazione di almeno tre classi retributive con differenze pari o superiori al 20%. Tutto in riferimento all’art. 14 del famigerato CCIM (Contratto collettivo integrativo di ministero), contratto condiviso e firmato, il 21 ottobre del 2009, dalle stesse parti che hanno voluto questo progetto locale. Con questo accordo si è consumato un ulteriore attacco al salario dei lavoratori dei Beni culturali ed è stata istituita una graduatoria basata su valutazioni individuali e collettive degli stessi lavoratori. Anticipando di fatto, ancora una volta, l’applicazione del decreto legislativo 159/2009 (decreto Brunetta), che prevede la stessa graduatoria di valutazione. Il decreto prevede il licenziamento anche per “insufficiente rendimento”, pertanto quei lavoratori che non percepiranno la produttività per qualche anno saranno i primi ad essere licenziati per “prolungato insufficiente rendimento”, anche in riferimento alla Legge di Stabilità.

Abbiamo il dovere sindacale e politico di denuncia ancora una volta il vergognoso comportamento assunto dalla delegazione Cgil beni culturali, in particolare del suo nuovo “COMANDANTE”, distaccato sindacale, dipendente del MEF (Ministero economia e finanze, di Tremonti, Monti e Melonti…) che con la ritrovata “unità sindacale”al tavolo di trattativa, e in linea con le politiche nazionali della sua organizzazione che nasconde ai lavoratori la verità e la vera natura di un’organizzazione sindacale che, mentre da un lato cerca di apparire come la paladina della democrazia e dei diritti dei lavoratori, dall’altro si prepara attraverso il nuovo patto sociale, sottoscritto il 28 giugno 2011, con Cisl, Uil e Confindustria ad intervenire, e pesantemente, proprio sul ruolo del contratto collettivo nazionale, sulla rappresentanza e sulla democrazia, ha voluto prepotentemente riaffermare la validità dell’accordo del 14 aprile del 2010, dimostrando e confermando, in maniera inequivocabile, la piena condivisione della filosofia e dei contenuti del D.Lgs 150/2009. Con il rischio, più che concreto,di un attacco ai diritti e alla dignità e con la certezza, attraverso questo accordo, al salario dei lavoratori del nostro Ministero.

 

Assunzioni

L'Amministrazione ha informato le OO.SS. che può procedere alle assunzioni previste anche per le categorie protette. In merito abbiamo registrato una forte contraddizione con quanto è previsto sulla Legge di stabilità in riferimento alla riduzione degli organici anche per il nostro Ministero.

 

Lavori insalubri

L'Amministrazione ancora una volta ha confermato la volontà di continuare ad applicare la normativa vigente che prevede il riconoscimento dei benefici pensionistici solo agli operai. Non ha voluto, attraverso il monitoraggio nazionale sulle diverse realtà lavorative, individuare altre figure professionali che sono esposte a sostanze nocive e tossiche.

 

Cedolino unico

Abbiamo ribadito ancora una volta all'Amministrazione che ci sono molti istituti che non hanno ancora liquidano gli emolumenti ai lavoratori e chiesto un autorevole intervento per individuare le responsabilità e procedere con la massima urgenza a risolvere il problema.

 

Comandi

L'Amministrazione sta procedendo all'individuazione del fabbisogno delle unità di personale che occorrono al Ministero per garantire l'apertura degli istituti culturali e l'efficienza del servizio pubblico. In questo contesto abbiamo ribadito la necessità di regolarizzare la posizione dei lavoratori comandati presso il nostro Ministero. In merito riteniamo che serve una forte mobilitazione dei lavoratori interessati anche attraverso la costituzione di un Comitato nazionale dei Comandati.

 

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