BRUNETTA NON È UN MINISTRO MA UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA PA

Roma -

BRUNETTA NON È UN MINISTRO MA UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA PA


Il governo dei “migliori” è fatto! Un misto di tecnici e politici indecenti pronti ad obbedir tacendo alla BCE e all’Unione Europea di cui Draghi è massima e diretta espressione.
Per la Pubblica Amministrazione il ritorno di Brunetta, uno tra i ministri più avversati dai dipendenti pubblici, suona come un vero e proprio atto di guerra.
Non solo Brunetta è stato artefice di una stagione buia per i diritti e il salario delle lavoratrici e lavoratori pubblici: dalla tassa sulla malattia - che dentro la pandemia ha dimostrato anche tutta la sua pericolosità - all’esclusione di una percentuale consistente di lavoratori dal salario accessorio perché non “meritevoli” a prescindere; dalla riduzione dei comparti pubblici all’esclusione dell’organizzazione del lavoro dalle materie di contrattazione.
Ma ciò che proprio non dimentichiamo e non perdoniamo, è l’attacco vergognoso e costante alla dignità stessa dei lavoratori e delle lavoratrici.
Sua è infatti la paternità, pur condivisa con una schiera di amici tra i quali l’immancabile Ichino, dello sprezzante assalto ai “fannulloni” della Pubblica Amministrazione.
Un vero e proprio attacco ideologico, una messa alla gogna dei lavoratori e delle lavoratrici, nel vero tentativo di minarne alle fondamenta la funzione sociale di argine alle disuguaglianze, sempre più crescenti nel nostro Paese.
Anche le esternazioni sul lavoro agile, al quale pure non lesiniamo profonde critiche, con l’invito al rientro in massa nel pieno di una pandemia, sottendono una visione dei lavoratori che, anziché fare i salti mortali per continuare a garantire servizi ai cittadini mettendo a disposizione i propri mezzi e perdendo quote di salario, sono stati comodamente seduti sul divano di casa, che poi, guarda caso, è esattamente quanto espresso dal mondo imprenditoriale.
Perché l’idea di Brunetta è esattamente quella di una Pubblica Amministrazione subordinata agli interessi delle imprese e non ai bisogni dei cittadini.
Nonostante la pandemia stia drammaticamente mettendo in evidenza l’indispensabile necessità di un forte investimento nei servizi pubblici a partire da sanità, ricerca, scuola, previdenza e di un rinnovato ruolo dello Stato nel combattere le disuguaglianze sociali la scelta di Brunetta alla Funzione Pubblica va esattamente in senso opposto.
Ma non ci faremo trovare impreparati! Contro Brunetta e la sua idea di Pubblica Amministrazione abbiamo portato migliaia di lavoratori e lavoratrici in piazza e come e più di prima siamo pronti a difendere i diritti, il salario e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici e i servizi pubblici per i cittadini.
Contratto, sicurezza nei luoghi di lavoro, investimenti nella PA, massiccia campagna di assunzioni stabili, regolamentazione del lavoro agile, lotta al mansionismo, sono solo alcune delle battaglie sulle quali non intendiamo arretrare di un millimetro.
Con buona pace di quei sindacati che si sono immediatamente genuflessi al nuovo Messia e che ora dovranno far digerire pure Brunetta ai dipendenti pubblici. Auguri!


Roma 14 febbraio 2021                                                                                 USB PUBBLICO IMPIEGO

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