BENI CULTURALI E TURISMO: USB RIBADISCE IL PROPRIO NO A QUALSIASI TENTATIVO DI TAGLIARE I DIRITTI DEI LAVORATORI E LA DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO.

Roma -

BENI CULTURALI E TURISMO: USB RIBADISCE IL PROPRIO NO A QUALSIASI TENTATIVO DI TAGLIARE I DIRITTI DEI LAVORATORI E LA DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO.

 

 

La trattativa convocata dall’Aran per integrare l’accordo sui servizi minimi essenziali del comparto Ministeri si è conclusa con un nulla di fatto.

 

La riunione era finalizzata ad applicare nel comparto Ministeri i contenuti del decreto legge 20 settembre 2015, n° 146 convertito in legge il 12 novembre 2015 n° 182, e pubblicato in gazzetta ufficiale il 15 novembre u.s. , emanato in tutta fretta dal governo a seguito dell’ormai “famosa” assemblea del Colosseo, che tanto clamore ha suscitato sui media.

 

Assemblea, presa come pretesto prima dal Governo, e poi dal Parlamento che hanno trasformato in legge, il decreto, per aggredire pretestuosamente i lavoratori e i loro diritti a partire dal diritto di sciopero.

E così la fruizione del patrimonio storico e artistico della “nazione” è entrata a far parte, paradossalmente, dei servizi pubblici essenziali, alla stregua dei pronti soccorso, innescando un meccanismo destinato a produrre, se non fermato in tempo, un effetto pilota che si ripercuoterà inevitabilmente su tutti gli altri servizi pubblici.

 

Un paradosso suffragato dalla situazione specifica in cui versa il Ministero dei Beni e delle Attività e del Turismo, il cui organico, massacrato dai tagli ripetuti ai fabbisogni e dal mancato turn-over, non consente, se non ai minimi termini, la tanto decantata fruizione dei servizi istituzionali e del patrimonio culturale garantito dalla Carta Costituzionale.

 

La risposta da parte sindacale è stata un NO generalizzato alla proposta fatta dall’Aran.

 

Quindi al di là delle considerazioni giuridiche legate alla legittimità e alla probabile anticostituzionalità della norma, comune a tutte le OO.SS.; l’USB ha volutamente riportato la discussione su un piano essenzialmente politico-sindacale, affermando la piena contrarietà a qualsiasi norma o accordo che limiti ulteriormente il diritto di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero dei Beni Culturali e degli Enti Locali.

 

L’attacco al diritto di sciopero e alle libertà democratiche sui posti di lavoro - leit motiv che accomuna tutti i Paese dell’ Unione Europea, segno evidente di una politica autoritaria e antipopolare che tende a soffocare qualsiasi forma di opposizione. Questo ulteriore attacco va respinto con forza e determinazione.

 

L’USB E’ PRONTA ALLA LOTTA E AL CONFLITTO