BENI CULTURALI Continua la lotta di USB per la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori Ales in servizio al Vittoriano

Roma -

Vogliamo fare qui un resoconto e una riflessione su una vicenda che potrebbe sembrare surreale ed è invece una desolante testimonianza della vita dei lavoratori e delle lavoratrici del Complesso del Vittoriano di Roma.

A inizio dicembre 2022 i dipendenti della società in-house del Mic Ales S.p.A. in servizio presso il Vittoriano, a Roma, si sono visti escludere dalla stanza utilizzata allora come spogliatoio e luogo di ristoro, per (ancora non meglio precisati) lavori previsti dalla direzione dell'Istituto autonomo. In sostituzione è stato loro detto di sistemarsi in una zona delle gallerie sottostanti la scalinata monumentale, fra i residuati di una vecchia mostra. Un luogo senza privacy, privo di finestre e di ricambio d'aria, spesso maleodorante, in cui non mancavano infiltrazioni d’acqua, muffe e topi. Locali palesemente fuori norma riguardo la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sarebbero rimasti lì probabilmente per un tempo indefinito, se USB non avesse aiutato a dar voce alla loro indignazione. Condividendo le iniziative da intraprendere e rimanendo salda nella propria convinzione di far rispettare la normativa vigente, abbiamo interpellato tutte le figure coinvolte nella questione per richiamarle alle proprie responsabilità.

Dopo due mesi di mutismo da parte di Ales e di risposte che tardavano sempre a tramutarsi in azione da parte dell'Istituto autonomo, intorno a metà febbraio 2023 è stata ottenuta una nuova sistemazione. I nuovi locali sono dignitosi, ma si trovano in un edificio sul lato opposto di piazza Venezia rispetto al Vittoriano. Ciò comporta evidenti problemi organizzativi per i lavoratori riguardo il pieno utilizzo durante il servizio.

Questa “vertenza”, quindi, non è ancora chiusa e ci consente pure di evidenziare due cose: in primo luogo l’amarezza e il disappunto per l’atteggiamento di azienda e amministrazione, che avrebbero potuto trovare la stessa soluzione nell’immediato, ovvero due mesi prima, o magari preventivare il trasferimento per tempo, se solo avessero voluto dimostrare un briciolo di attenzione alle criticità dei lavoratori e delle lavoratrici. In secondo luogo, la perseveranza e la determinazione di USB nel denunciare la situazione.

Le condizioni di lavoro non cambiano per benevolenza dei capi, ma solo attraverso la lotta e l’unità dei lavoratori.

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SEMPRE DALLA PARTE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI!

 

USB P.I. MiC

USB Lavoro Privato