ARTICOLO ROMA TODAY DEL 10 LUGLIO 2026 GALLERIA NAZIONALE DI ROMA, IL MINISTERO APRE AL DIALOGO, MA LA LOTTA DEI SINDACATI NON SI FERMA
ARTICOLO ROMA TODAY DEL 10 LUGLIO 2026
GALLERIA NAZIONALE DI ROMA, IL MINISTERO APRE AL DIALOGO, MA LA LOTTA DEI SINDACATI NON SI FERMA
Durante l'incontro tra ministero e sindacato, il dicastero ha assicurato che la situazione verrà monitorata e che la questione sarà segnalata al gabinetto del ministro Giuli
Valeria Costa Collaboratrice10 luglio 2026 10:44
Una chiusura straordinaria, in uno dei templi della cultura capitolina. E quello che è avvenuto ieri 8 luglio alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che ha segnato un punto di rottura storico per l'istituto di viale delle Belle Arti. Un caso unico per un singolo museo, nato al culmine di mesi di tensioni sindacali rimaste irrisolte, che ha visto il personale prima incrociare le braccia e poi spostarsi in massa sotto le finestre del ministero della Cultura (MiC) per un presidio di protesta.
La mobilitazione ha dato i suoi primi frutti: una delegazione sindacale è stata ricevuta dai vertici amministrativi del MiC. Tuttavia, nonostante le aperture di via del Collegio Romano, la fine delle tensioni è ancora lontana. "Bene gli impegni del ministero, ma la lotta continua", hanno dichiarato in una nota congiunta Fp Cgil di Roma e Lazio e l'Usb P.i.
La protesta e la sfilata Fendi
I motivi del malcontento riguardano la sicurezza sul lavoro e la tutela del patrimonio. Infatti, le denunce riguardano criticità strutturali, come la presenza di micropolveri metalliche nell’aria e la mancanza di una climatizzazione adeguata nelle sale. Una situazione che viola le stesse circolari ministeriali (che prevedono temperature tra i 18°C e i 26°C) e che mette a rischio sia la salute del personale che la conservazione delle opere.
Aria condizionata che però nelle sale preposte alla sfilata Fendi prevista per oggi nove luglio sta funzionando perfettamente. A confermarlo a RomaToday è Fp Cgil, che ha chiesto direttamente ai lavoratori della Galleria.
Le condizioni di lavoro e il caso Bocchino
Lo stato di agitazione, in realtà, covava già da marzo, dopo un tentativo di conciliazione fallito in Prefettura. I sindacati accusano la direttrice Renata Cristina Mazzantini di una "gestione privatistica" del museo pubblico, “fatta di sperequazioni e discriminazioni professionali, e differenze di trattamento tra lavoratori” a cui si aggiungono “costanti mortificazioni della democrazia sindacale e dell’ascolto della Rsu”.
Ma non solo, i lavoratori denunciano anche una gestione fatta di “eventi culturali di parte e non condivisi con il personale” il riferimento è soprattutto alla presentazione del libro ‘ Perché l'Italia è di destra - Contro le bugie della sinistra" del direttore del Secolo d’Italia, Italo Bocchino nell' ottobre 2024. L’evento aveva causato le rimostranze dei lavoratori, che avevano chiesto alla direttrice di annullare. Per tutta risposta la direttrice non solo ha ignorato le richieste, ma ha segnalato quei lavoratori al ministero della Cultura. Tutto ciò aveva anche portato alle dimissioni di tre membri su quattro del comitato scientifico che denunciavano il “clima repressivo di ogni forma di dissenso”.
L’appello al ministro Giuli
L'alta adesione allo sciopero ha costretto il Ministero della Cultura a muoversi. Durante il presidio, una delegazione sindacale è stata ricevuta da un parterre di alti dirigenti del MiC,
I vertici del Ministero hanno ascoltato la lunga lista di criticità e hanno formalmente dichiarato sia di attenzionare direttamente la situazione della Galleria, sia di trasmettere le rivendicazioni direttamente al gabinetto del ministro della Cultura Alessandro Giuli.
"Accogliamo con favore l’impegno del Ministero, ma non basta” hanno dichiarato Fp Cgil e Usb. I sindacati però hanno anche aggiunto che queste rassicurazioni non fermeranno la mobilitazione, che continuerà finché non ci sarà un reale miglioramento delle condizioni di lavoro.
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Galleria Nazionale di Roma, il ministero apre al dialogo, ma la lotta dei sindacati non si ferma
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