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            <title>Rss Feed beniculturali.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di beniculturali.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 07:29:10 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Mon, 10 Aug 2026 07:29:10 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:13:50 +0200</pubDate>
                        <title>MUSEI E BIBLIOTECHE DI LIVORNO: USB APRE LO STATO DI AGITAZIONE E CHIEDE UN CONFRONTO CON COOPERATIVE E COMUNE</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB ha aperto&nbsp;ieri, 28 luglio, lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nell'appalto dei servizi museali e bibliotecari del Comune di Livorno, chiedendo l'avvio delle procedure di raffreddamento e la convocazione di un tavolo di confronto con le cooperative affidatarie e il Comune.<br /> La decisione nasce dal persistere di alcune criticità che interessano direttamente la forza lavoro e che, nonostante alcune segnalazioni, non hanno ancora trovato risposte efficaci.<br /> Tra i principali temi posti quello del sottoinquadramento di una parte del personale, che, a nostro avviso, rappresenta una delle principali criticità emerse nella fase di migrazione contrattuale al CCNL Federculture. Pur condividendo la scelta, prevista dagli atti di gara, di applicare un contratto collettivo maggiormente coerente con le attività svolte, riteniamo che il passaggio sia stato accompagnato da un'impostazione dei livelli al ribasso. Per USB si tratta di una scelta sindacalmente inaccettabile, che ha determinato un livellamento verso il basso degli inquadramenti, penalizzando il riconoscimento della professionalità e dell'esperienza maturata dai lavoratori e dalle lavoratrici, in contrasto con l'obiettivo di valorizzare le competenze impiegate nei servizi museali.<br /> Un secondo elemento riguarda il mancato pagamento degli arretrati contrattuali e di altri istituti economici previsti dal contratto collettivo nazionale. Nonostante i solleciti già trasmessi alle cooperative interessate, ad&nbsp;oggi&nbsp;non sono arrivate risposte certe sui tempi e sulle modalità di pagamento delle somme dovute ai lavoratori. Una situazione che alimenta incertezze e richiede un'immediata assunzione di responsabilità.<br /> Sul fronte della salute e della sicurezza, USB richiama l'attenzione sulle condizioni microclimatiche riscontrate in diversi musei e biblioteche, dove nelle ultime settimane lavoratrici e lavoratori hanno operato in ambienti caratterizzati da temperature e livelli di umidità superiori ai parametri di riferimento per condizioni di lavoro adeguate, determinando situazioni di disagio e potenziale rischio. Una condizione difficilmente conciliabile con la rappresentazione di musei e biblioteche come &quot;rifugi climatici&quot; promossa nei confronti della cittadinanza; se questi luoghi vengono individuati come spazi in grado di offrire sollievo dalle alte temperature, è indispensabile che garantiscano condizioni sicure e adeguate anche per chi ci lavora quotidianamente.<br /> Chiediamo pertanto interventi immediati e, laddove necessario, strutturali per superare le criticità rilevate e garantire la tutela della salute e sicurezza di lavoratori e lavoratrici.&nbsp;&nbsp;<br /> USB ritiene indispensabile che il confronto coinvolga non solo le cooperative appaltatrici ma anche il Comune di Livorno, in qualità di stazione appaltante. Il contratto collettivo Federculture è infatti stato individuato negli atti di gara e la sua corretta applicazione costituisce parte integrante della regolare esecuzione dell'appalto. Per questo il Comune è chiamato a svolgere un ruolo attivo di monitoraggio e di impulso affinché siano rispettati gli obblighi contrattuali e siano garantiti tutti i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a ogni livello.<br /> L'obiettivo dello stato di agitazione è infatti riflettere in un’ottica di complessità e aprire un confronto con tutti gli attori.<br /> Chiediamo risposte concrete su inquadramenti, spettanze economiche, salute e sicurezza e piena applicazione del CCNL Federculture. La qualità di un servizio pubblico passa inevitabilmente anche dalla qualità del lavoro e dal rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono l'apertura, l'accoglienza e la fruizione del patrimonio culturale della città.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 17:11:57 +0200</pubDate>
                        <title>CAMBIANO I GOVERNI! CAMBIANO I MINISTRI! MA NON CAMBIA IL MODO DI VEDERE I BENI CULTURALI!  SI FANNO BELLI CON LE APERTURE PROLUNGATE E LO SFRUTTAMENTO INTENSIVO DEL BENE COMUNE MA SEMPRE SULLA PELLE DEI LAVORATORI!</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/cambiano-i-governi-cambiano-i-ministri-ma-non-cambia-il-modo-di-vedere-i-beni-culturali-si-fanno-belli-con-le-aperture-prolungate-e-lo-sfruttamento-intensivo-del-bene-comune-ma-sempre-sulla-pelle-dei-lavoratori-1727.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>CAMBIANO I GOVERNI! CAMBIANO I MINISTRI! MA NON CAMBIA IL MODO DI VEDERE I BENI CULTURALI!&nbsp; SI </strong><strong>FANNO</strong><strong> BELLI CON </strong><strong>LE</strong><strong> APERTURE PROLUNGATE E LO SFRUTTAMENTO INTENSIVO </strong><strong>DEL BENE COMUNE MA</strong> <strong>SEMPRE SULLA PELLE DEI LAVORATORI!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Continua lo sfruttamento fino all’osso dei Beni Culturali con aperture prolungate “sperimentali”, almeno in questa fase! &nbsp;&nbsp; Accordo MiC – Ministero del Turismo – Comune di Milano: Colosseo; Pantheon; Castello Sforzesco. Una domanda nasce spontanea: e i lavoratori? Parliamo di tutte/i le/i lavoratrici/tori coinvolti! Sappiamo con certezza che i lavoratori pubblici in forte sott’organico saranno chiamati a prestare la loro opera in attività straordinaria e fuori dall’orario di lavoro, con importi certamente interessanti, ma che saranno pagati dopo un anno se va bene! Sappiamo anche che a tutti gli altri lavoratori che fanno riferimento a società, cooperative o altro, coinvolti per garantire le aperture straordinarie (biglietterie, pulizie, sicurezza ecc.), non sarà chiesto se vogliono aderire volontariamente ma saranno semplicemente obbligati a prestare servizio. La retribuzione delle attività svolte in orari “<strong>STRAORDINARI</strong>” sarà in realtà sostanzialmente ordinaria! Inoltre sosteniamo che i luoghi culturali debbono essere rispettati perché hanno bisogno di essere tutelati, mantenuti e curati. Ciò deve avvenire rispettando i visitatori che pagano l’ingresso per una visita completa e non, come spesso accade, per monumenti che presentano parti chiuse per restauri e manutenzioni in orari di apertura al pubblico. Questo accade ad esempio proprio per il monumento più visitato quale è il Colosseo. Pertanto noi diciamo al Ministro Giuli: <strong>SE SI VUOLE AUMENTARE L’OFFERTA CULTURALE </strong><strong>CIO’ VA FATTO NEL RISPETTO</strong> <strong>DEI DIRITTI, SALARIO E DIGNITA’</strong> <strong>DI TUTTI I LAVORATORI! QUINDI </strong><strong>BISOGNA CONTINUARE</strong> <strong>CON L’INTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI E DEI LAVORATORI CHE ORBITANO NEL MONDO</strong><strong> DEL LAVORO PRIVATO DENTRO IL MINISTERO DELLA</strong><strong> CULTURA!</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>NELL’ATTESA CHE QUESTO POSSA ESSERE MESSO IN ATTO, BISOGNA</strong> <strong>PIANIFICARE PER LE APERTURE STRAORDINARIE GLI STESSI CRITERI, MODALITA’ E SALARIO ACCESSORIO, DEI DIPENDENTI PUBBLICI</strong>, <strong>PER TUTT@ LAVORATORI DELLE SOCIETA’ E COOPERATIVE PRIVATE. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>IL LAVORO DEVE ESSERE PAGATO NON SOTTOPAGATO!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>I DIRITTI DEVONO ESSERE GARANTITI A TUTTI!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NON ESISTONO LAVORATORI DI SERIE A E DI SERIE B!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NO ALLE DISUGUAGLIANZE TRA LAVORATORI!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:16:21 +0200</pubDate>
                        <title>MUSEI E BIBLIOTECHE, TEMPERATURE OLTRE I LIMITI: USB CHIEDE INTERVENTI PER TUTELARE LA SALUTE E LA SICUREZZA DI LAVORATRICI E LAVORATORI</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in molte città musei e biblioteche vengono individuati come luoghi di ristoro climatico, aperti alla cittadinanza per offrire un riparo durante ondate di calore sempre più intense e frequenti, a Livorno lavoratrici e lavoratori del sistema museale sono costretti a operare in condizioni di forte stress psicofisico a causa delle elevate temperature.</p>
<p><br /> Una situazione non più accettabile che, nonostante le segnalazioni effettuate dal personale, continua a non trovare risposte adeguate e tempestive. Riteniamo che cooperative e committenza debbano assumersi pienamente le rispettive responsabilità, accelerando l';adozione di tutti gli interventi necessari per garantire condizioni di lavoro sicure. La presa in carico delle segnalazioni, pur rappresentando un primo passo, si sta dimostrando troppo lenta e, ad&nbsp;oggi, non ha prodotto risultati concreti stante la gravità della situazione.<br /> Nella giornata di&nbsp;ieri, venerdì 17 luglio, le elevate temperature hanno determinato condizioni di particolare criticità in alcuni luoghi di lavoro del sistema museale e bibliotecario cittadino.</p>
<p><br /> In particolare, presso il Museo Fattori e il Polo Culturale Bottini dell’Olio, che ospita la Museo della Città e la Biblioteca Comunale, sono state registrate, in diverse aree e su più piani degli edifici, temperature percepite superiori ai livelli di sicurezza individuati dall'indice Humidex, con valori riconducibili alle fasce di disagio e pericolo per la salute di lavoratrici e lavoratori.</p>
<p><br /> Si tratta di una situazione che non può essere sottovalutata e che richiede un intervento immediato.<br /> Le cooperative, in qualità di datori di lavoro, hanno precisi obblighi in materia di salute e sicurezza, così come la committenza è chiamata a garantire che il servizio venga svolto in condizioni compatibili con la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo chiediamo che, ciascuno per le proprie competenze, vengano adottate senza ulteriori ritardi tutte le misure necessarie.<br /> È evidente che, qualora le criticità abbiano natura strutturale e non possano essere risolte nell'immediato, sia comunque indispensabile predisporre misure organizzative efficaci per ridurre il rischio. Le temperature elevate e i sempre più frequenti picchi di calore non rappresentano infatti più eventi eccezionali, ma fenomeni sistemici con cui gli attori coinvolti sono chiamati a confrontarsi, adottando risposte adeguate.<br /> Ribadiamo la necessità di adottare con urgenza tutte le misure di prevenzione e protezione previste dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, adeguando l'organizzazione delle attività alle condizioni climatiche, garantendo pause, idratazione, adeguati spazi di recupero e ogni altro intervento necessario a ridurre il rischio da stress termico.</p>
<p><br /> Ricordiamo che il datore di lavoro, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori, applicando il principio della massima precauzione ogniqualvolta le condizioni climatiche determinino un rischio per la salute.<br /> Confidiamo che cooperative e Comune intervengano con la massima urgenza, non limitandosi a prendere atto delle criticità ma mettendo in atto soluzioni immediate e, parallelamente, interventi strutturali per evitare che questa situazione continui a ripetersi.<br /> Come USB continueremo a monitorare con attenzione l'evolversi della situazione.</p>
<p><br /> Abbiamo richiesto un incontro congiunto alle cooperative che gestiscono l’appalto, alla presenza dei rispettivi RSPP, e al Comune per aprire un confronto su questo specifico tema. Qualora le criticità dovessero permanere e non venissero adottati gli interventi necessari, ci riserviamo di attivare tutti gli strumenti previsti dalla normativa e dall'azione sindacale, comprese segnalazioni, richieste di sospensione delle attività nelle situazioni in cui ricorrano le condizioni di rischio previste e, ove necessario, iniziative di sciopero e mobilitazione.<br /> La salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori non possono essere considerate un elemento secondario: devono rappresentare una priorità assoluta per tutti i soggetti coinvolti.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 12 Jul 2026 16:07:34 +0200</pubDate>
                        <title>COMUNICATO SINDACALE LA VIOLENZA NON PASSERÀ! SOLIDARIETÀ DI CLASSE ALLE LAVORATRICI E ALLA GUARDIA GIURATA AGGREDITI AL BOSCO DI CAPODIMONTE</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/comunicato-sindacale-la-violenza-non-passera-solidarieta-di-classe-alle-lavoratrici-e-alla-guardia-giurata-aggrediti-al-bosco-di-capodimonte-1611.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì u.s., presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, una guardia giurata è stata brutalmente aggredita con calci, pugni e l'uso di spray al peperoncino per aver difeso alcune<em> colleghe lavoratrici </em>dalle molestie di un aggressore, poi tratto in arresto dalla Polizia di Stato per lesioni personali aggravate. Un gravissimo ed efferato episodio di violenza ha colpito nei giorni scorsi un lavoratore della vigilanza in servizio presso il Real Bosco di Capodimonte a Napoli. Il collega è stato brutalmente preso a calci, pugni e accecato con lo spray al peperoncino.</p>
<p class="text-justify">Come sindacato, nell'esprimere la nostra più totale e fraterna solidarietà di classe al lavoratore ferito, riteniamo necessario fare chiarezza sulle dinamiche e sulle precise responsabilità politiche e strutturali di questa vicenda.</p>
<p class="text-justify">Il lavoratore e collega non è rimasto a guardare: è intervenuto con coraggio e profondo senso di solidarietà operaia per difendere <em>due lavoratrici</em> che in quel momento erano fatte oggetto di pesanti e intollerabili molestie. Vogliamo ribadirlo con forza: il rispetto delle donne e la lotta contro ogni forma di molestia, discriminazione e violenza patriarcale sono principi fondanti, irrinunciabili e costitutivi della nostra azione sindacale.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Chi tocca una lavoratrice o un lavoratore, tocca tutta l'Unione Sindacale di Base!</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Questa brutale aggressione non è un semplice 'fatto di cronaca nera' o un 'incidente isolato', ma il drammatico sintomo di una condizione strutturale ben precisa che vede l'intersecarsi di precariato, privatizzazioni ed esternalizzazioni selvagge:</p><ul> 	<li class="text-justify">La giungla degli appalti e delle esternalizzazioni:<strong> </strong>Da anni denunciamo come lo Stato, il Ministero della Cultura e le direzioni museali abbiano svenduto la sicurezza dei beni culturali e dei parchi pubblici a ditte private tramite appalti al massimo ribasso. Questo sistema produce lavoratori di 'serie B', con salari da fame, senza tutele giuridiche adeguate e lasciati in prima linea, da soli, a fare da ammortizzatore sociale sul territorio.</li> 	<li class="text-justify">Uguaglianza e dignità negata:<strong> </strong>Rivendichiamo il principio cardine dell'uguaglianza. Chi garantisce la sicurezza di un sito pubblico svolge una funzione pubblica e deve godere delle medesime tutele, diritti e dignità contrattuale dei dipendenti diretti dello Stato. Non accettiamo più che il rischio ricada interamente sulle spalle dei lavoratori esternalizzati.</li> 	<li class="text-justify">&nbsp;</li> </ul><p class="text-justify">L'USB rivendica e chiede con forza:</p><ol> 	<li class="text-justify">L'internalizzazione immediata dei servizi di vigilanza e sicurezza dei siti culturali e dei parchi pubblici, per porre fine alla speculazione dei privati sulla pelle dei lavoratori.</li> 	<li class="text-justify">Misure di sicurezza reali e immediate per tutto il personale che presidia le porte e l'interno del Bosco di Capodimonte, con l'istituzione di presidi strutturati e protocolli di emergenza che non lasciano mai l'operatore isolato.</li> 	<li class="text-justify">Formazione e tutele legali e sanitarie integrali a carico delle aziende e dei committenti per chiunque subisca infortuni o aggressioni sul posto di lavoro.</li> </ol><p class="text-justify">Mentre auguriamo al lavoratore e alle lavoratrici una pronta e completa guarigione, avvisiamo la Direzione del Museo e le istituzioni: non arretreremo di un millimetro.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">La tutela della salute, della dignità e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori non si baratta con i bilanci o con i profitti delle aziende.</p>
<p class="text-justify">Fianco a fianco, uniti nella lotta e nella solidarietà di classe!</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB P.I. MiC - Coordinamento Regionale Campania</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156095</guid>
                        <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 17:19:36 +0200</pubDate>
                        <title>ARTICOLO ROMA TODAY DEL 10 LUGLIO 2026  GALLERIA NAZIONALE DI ROMA, IL MINISTERO APRE AL DIALOGO, MA LA LOTTA DEI SINDACATI NON SI FERMA</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/articolo-roma-today-del-10-luglio-2026-galleria-nazionale-di-roma-il-ministero-apre-al-dialogo-ma-la-lotta-dei-sindacati-non-si-ferma-1723.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>ARTICOLO ROMA TODAY DEL 10 LUGLIO 2026</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>GALLERIA NAZIONALE DI ROMA, IL MINISTERO APRE AL DIALOGO, MA LA LOTTA DEI SINDACATI NON SI FERMA</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Durante l'incontro tra ministero e sindacato, il dicastero ha assicurato che la situazione verrà monitorata e che la questione sarà segnalata al gabinetto del ministro Giuli</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><a href="https://www.romatoday.it/author/profile/valeria-costa/20546098047940/" target="_blank" rel="noreferrer"><strong>Valeria Costa</strong></a><strong> </strong>Collaboratrice10 luglio 2026 10:44</p>
<p class="text-justify">Una chiusura straordinaria, in uno dei templi della cultura capitolina. E quello che è avvenuto&nbsp;<a href="https://www.romatoday.it/economia/sciopero-galleria-nazionale-arte-moderna-8-luglio.html" target="_blank" rel="noreferrer">ieri 8 luglio</a>&nbsp;alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che ha segnato un punto di rottura storico per l'istituto di viale delle Belle Arti. Un caso unico per un singolo museo, nato al culmine di mesi di tensioni sindacali rimaste irrisolte, che ha visto il personale prima incrociare le braccia e poi spostarsi in massa sotto le finestre del ministero della Cultura (MiC) per un presidio di protesta.</p>
<p class="text-justify">La mobilitazione ha dato i suoi primi frutti: una delegazione sindacale è stata ricevuta dai vertici amministrativi del MiC. Tuttavia, nonostante le aperture di via del Collegio Romano, la fine delle tensioni è ancora lontana. &quot;Bene gli impegni del ministero, ma la lotta continua&quot;, hanno dichiarato in una nota congiunta Fp Cgil di Roma e Lazio e l'Usb P.i.</p>
<p class="text-justify"><strong>La protesta e la sfilata Fendi</strong></p>
<p class="text-justify">I motivi del malcontento riguardano la sicurezza sul lavoro e la tutela del patrimonio. Infatti, le denunce riguardano criticità strutturali, come la presenza di micropolveri metalliche nell’aria e la mancanza di una climatizzazione adeguata nelle sale. Una situazione che viola le stesse circolari ministeriali (che prevedono temperature tra i 18°C e i 26°C) e che mette a rischio sia la salute del personale che la conservazione delle opere.</p>
<p class="text-justify">Aria condizionata che però nelle sale preposte alla&nbsp;<a href="https://www.romatoday.it/economia/fendi-sfilata-roma-9-luglio-2026-dove.html" target="_blank" rel="noreferrer">sfilata Fendi prevista per oggi nove luglio</a>&nbsp;sta funzionando perfettamente. A confermarlo a RomaToday è Fp Cgil, che ha chiesto direttamente ai lavoratori della Galleria.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le condizioni di lavoro e il caso Bocchino</strong></p>
<p class="text-justify">Lo stato di agitazione, in realtà, covava già da marzo, dopo un tentativo di conciliazione fallito in Prefettura. I sindacati accusano la direttrice Renata Cristina Mazzantini di una &quot;gestione privatistica&quot; del museo pubblico, “fatta di sperequazioni e discriminazioni professionali, e differenze di trattamento tra lavoratori” a cui si aggiungono “costanti mortificazioni della democrazia sindacale e dell’ascolto della Rsu”.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ma non solo, i lavoratori denunciano anche una gestione fatta di “eventi culturali di parte e non condivisi con il personale” il riferimento è soprattutto alla&nbsp;<a href="https://www.romatoday.it/politica/gnam-roma-libro-italo-bocchino-dimissioni-componenti-comitato-scientifico.html" target="_blank" rel="noreferrer">presentazione del libro ‘ Perché l'Italia è di destra - Contro le bugie della sinistra&quot; del direttore del Secolo d’Italia, Italo Bocchino</a>&nbsp;nell' ottobre 2024. L’evento aveva causato le rimostranze dei lavoratori, che avevano chiesto alla direttrice di annullare. Per tutta risposta la direttrice non solo ha ignorato le richieste, ma ha segnalato quei lavoratori al ministero della Cultura. Tutto ciò aveva anche portato alle dimissioni di tre membri su quattro del comitato scientifico che denunciavano il “clima repressivo di ogni forma di dissenso”.</p>
<p class="text-justify"><strong>L’appello al ministro Giuli</strong></p>
<p class="text-justify">L'alta adesione allo sciopero ha costretto il Ministero della Cultura a muoversi. Durante il presidio, una delegazione sindacale è stata ricevuta da un parterre di alti dirigenti del MiC,</p>
<p class="text-justify">I vertici del Ministero hanno ascoltato la lunga lista di criticità e hanno formalmente dichiarato sia di attenzionare direttamente la situazione della Galleria, sia di trasmettere le rivendicazioni direttamente al gabinetto del ministro della Cultura Alessandro Giuli.</p>
<p class="text-justify">&quot;Accogliamo con favore l’impegno del Ministero, ma non basta” hanno dichiarato Fp Cgil e Usb. I sindacati però hanno anche aggiunto che queste rassicurazioni non fermeranno la mobilitazione, che continuerà finché non ci sarà un reale miglioramento delle condizioni di lavoro.</p>
<p class="text-justify"><br /> <br /> --<br /> <strong>Galleria Nazionale di Roma, il ministero apre al dialogo, ma la lotta dei sindacati non si ferma</strong><br /> <a href="https://www.romatoday.it/attualita/sciopero-galleria-nazionale-arte-moderna-sfilata-fendi-9-luglio.html" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.romatoday.it/attualita/sciopero-galleria-nazionale-arte-moderna-sfilata-fendi-9-luglio.html</a><br /> © RomaToday</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155997</guid>
                        <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:58:26 +0200</pubDate>
                        <title>USB P.I. MiC SCRIVE AL MINISTRO E AI CAPI DIPARTIMENTO IN RIFERIMENTO AI RITARDI DELLE LIQUIDAZIONI DELLE SOMME, SPETTANTI AI LAVORAORI!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-mic-scrive-al-ministro-e-ai-capi-dipartimento-in-riferimento-ai-ritardi-delle-liquidazioni-delle-somme-spettanti-ai-lavoraori-0908.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-right">Cortese Attenzione del</p>
<p class="text-right">Ministro della Cultura</p>
<p class="text-right">dott. <strong>Alessandro GIULI</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:gabinetto@cultura.gov.it"><strong>gabinetto@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Al Capo Di Gabinetto</p>
<p class="text-right">dott.ssa <strong>Valentina GEMIGNANI</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:gabinetto@cultura.gov.it"><strong>gabinetto@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Al Sottosegretario di Stato</p>
<p class="text-right">sen.<strong> Lucia BORGONZONI</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:sottosegretario.borgonzoni@cultura.gov.it"><strong>sottosegretario.borgonzoni@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Al Sottosegretario di Stato</p>
<p class="text-right">sig.<strong> Pietro CANNELLA</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:sottosegretario.cannella@cultura.gov.it"><strong>sottosegretario.cannella@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Al Capo Dipartimento per l’Amministrazione Generale</p>
<p class="text-right">dott<strong>. Paolo D’ANGELI</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:diag@cultura.gov.it"><strong>diag@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Al Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale</p>
<p class="text-right">dott. <strong>Luigi LA ROCCA</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:dit@cultura.gov.it"><strong>dit@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Al Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale</p>
<p class="text-right">dott.ssa <strong>Alfonsina RUSSO</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:diva@cultura.gov.it"><strong>diva@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Al Capo Dipartimento per le Attività Culturali</p>
<p class="text-right">prof.<strong> Massimo OSANNA</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:diac@cultura.gov.it"><strong>diac@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">OGGETTO:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Ritardi liquidazione competenze accessorie e attività in c/terzi anno 2025.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Con riferimento all’oggetto la scrivente O S ha ricevuto dai rappresentanti RSU eletti nelle proprie liste nei vari Istituti a livello Nazionale, segnalazioni in merito al ritardo della liquidazione delle competenze accessorie, comprese quelle dell’indennità di turnazioni e delle attività in conto terzi, valorizzazione, ex legge104 (bigliettazione) svolte dai lavoratori nell’anno 2025.</p>
<p class="text-justify">In considerazione del fatto che questi problemi persistono da anni in modo patologico per l’anno di riferimento. In merito si chiede alle persone in indirizzo, ognuna per le proprie competenza, funzioni e responsabilità di rivedere le procedure per la liquidazione delle competenze in modo che esse possano essere liquidate in tempi più stretti.</p>
<p class="text-justify">Si resta in attesa di ricevere un sollecito e cortese riscontro in merito alla questione in mancanza del quale la stessa metterà in essere tutte le forme di lotta necessarie per ottenere quanto richiesto non escluse le vie legali. Cordiali Saluti.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Roma, 01 luglio 2026</p>
<p class="text-justify">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; USB P.I. MiC</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155921</guid>
                        <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 10:44:00 +0200</pubDate>
                        <title>SITUAZIONE PERSONALE ALES DI SUPPORTO TECNICO AMMINISTRATIVO CONTABILE SCIENTIFICO E NON SOLO.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/situazione-personale-ales-di-supporto-tecnico-amministrativo-contabile-scientifico-e-non-solo-1050.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-right">Spettabili</p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Ministro della Cultura</p>
<p class="text-right"><strong>On. Alessandro GIULI</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:ministro.segreteria.@cultura.gov.it" target="_blank">ministro.segreteria@cultura.gov.it</a></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Capo di Gabinetto</p>
<p class="text-right"><strong>Dott.ssa Valentina GEMIGNANI</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:gabinetto@cultura.gov.it" target="_blank">gabinetto@cultura.gov.it</a></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale</p>
<p class="text-right"><strong>Dott.ssa Alfonsina RUSSO</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:%20diva@cultura.gov.it">diva@cultura.gov.it</a></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Capo Dipartimento per l’Amministrazione Generale</p>
<p class="text-right"><strong>Dott. Paolo D’ANGELI</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:%20diag@cultura.gov.it">diag@cultura.gov.it</a></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale</p>
<p class="text-right"><strong>Dott. Luigi LA ROCCA</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:%20dit@cultura.gov.it">dit@cultura.gov.it</a></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Capo Dipartimento per le Attività Culturali</p>
<p class="text-right"><strong>Prof. Massimo OSANNA</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:%20diac@cultura.gov.it">diac@cultura.gov.it</a></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Direzione Generale Musei Nazionali</p>
<p class="text-right"><a href="mailto:dg-mu@cultura.gov.it">dg-mu@cultura.gov.it</a></p>
<p class="text-right">e, p.c.</p>
<p class="text-right">Ales S.p.A.</p>
<p class="text-right"><a href="mailto:infoales-spa@pec.it">infoales-spa@pec.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>OGGETTO: Situazione personale Ales di supporto tecnico amministrativo contabile scientifico e non solo.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">La nostra O.S. ha un lungo percorso di partecipazione e lotta a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Ales S.p.A. e vuole una volta di più tornare a rilevare le condizioni lavorative in cui tanti, troppi di loro, si trovano a prestare servizio per rivendicare per tutti e tutte un futuro di stabilità e pieno riconoscimento, professionale ed economico nel mondo dei beni culturali amministrato prioritariamente da questo Ministero.</p>
<p class="text-justify">In questi anni, nonostante alcuni percorsi concorsuali, la carenza di personale, a tutti i livelli, nel MiC resta cronica e preoccupante. In primis c’è un problema specifico di mancanza di alcune competenze e professionalità necessarie al funzionamento di uffici ed istituti che è stata aggravata in contesti specifici dalle diverse riorganizzazioni, accorpamenti e nuove autonomie. Ecco che in questo scenario i dipendenti della società in-house sono diventati il bacino da cui il Ministero attinge a piene mani per cercare di restare a galla, con i numeri dell’Azienda che secondo i propri dati sono passati ad esempio in un triennio dai 1614 dipendenti del 2021 ai 2264 del 2024 (di cui un terzo circa precari) e non fanno che aumentare.</p>
<p class="text-justify">Si tratta di un bacino attraente anche per scansare i vincoli assunzionali imposti dalle regole italiane ed europee sulla PA, le loro tempistiche e nel contempo, scaricare sulle economie dei singoli istituti il costo e la responsabilità del personale che gli insufficienti investimenti governativi nel settore cultura non riescono a garantire. Questi lavoratori e lavoratrici impegnati in progetti che vengono chiamati di “supporto”, “miglioramento dei servizi”, “potenziamento delle capacità amministrative”, sono in realtà diventati elementi essenziali senza i quali tanti luoghi della cultura rimarrebbero chiusi e tanti uffici smetterebbero di funzionare.</p>
<p class="text-justify">Parliamo delle più diverse professionalità: dagli esperti legali a quelli contabili, da chi si occupa di gare di appalto o bandi europei a chi segue i cantieri, continuando di recente con restauratori, archivisti, bibliotecari e tante altre figure. Se le loro competenze appaiono obiettivamente preziose, le persone che le incarnano non sono trattate con altrettanta cura, anzi……</p>
<p class="text-justify">USB Pubblico Impiego e Lavoro Privato hanno collezionato tante storie di lavoratori e lavoratrici oberati da un carico di lavoro eccessivo, che si trovano a sostituire interi pezzi di uffici, oppure sistematicamente pressati dalla “committenza” a continue estensioni delle loro mansioni. Si passa dall’essere usati come “tappabuchi” per ogni esigenza in barba alla propria professionalità, a casi in cui si svolgono regolarmente funzioni e mansioni superiori rispetto alla propria declaratoria e al proprio stipendio.</p>
<p class="text-justify">Ci sono poi gli episodi sgradevoli in cui all’interno delle articolazioni del Ministero i dipendenti Ales vengono trattati più come “servitori” che come colleghi, o comunque guardati come personale di serie B.</p>
<p class="text-justify">Spesso questo tipo di atteggiamenti non mancano di far leva sulla paura per la riconferma delle commesse o sulla precarietà di un contratto a termine. Insomma, quella che si respira in troppi luoghi della cultura è un’aria di sfruttamento ovvero senza alcun miglioramento professionale e economico.</p>
<p class="text-justify">Ecco perché pretendiamo con forza un intervento del MiC e di Ales S.p.A su tutti i responsabili degli uffici e istituti perché atteggiamenti lesivi della dignità come quelli appena descritti cessino immediatamente ovunque; perché ogni dipendente possa svolgere con tranquillità il lavoro per il quale è stato assunto senza essere soffocato da un mansionismo dilagante e vedere quindi adeguatamente riconosciuta la propria professionalità. Su tale ultimo punto però bisogna spingere anche per decisi passi avanti.</p>
<p class="text-justify">Difatti si può iniziare a cambiare finalmente il CCNL di categoria da Commercio a <em>Federculture</em>, prevedendo una adeguata armonizzazione che aiuti a disegnare figure professionali più adatte al settore dei beni culturali. Così come dal riconoscere un<em> punteggio</em> per il servizio prestato con Ales nei concorsi pubblici del MiC, rivendicazioni che portiamo avanti da molti anni. Temi che non possono aspettare e vanno risolti nonostante alcune resistenze di Formez e Funzione Pubblica, impasse che il Ministero della Cultura deve tentare in ogni modo di superare.</p>
<p class="text-justify">Nel breve possibilmente e comunque a lungo termine questi problemi hanno una soluzione impegnativa ma necessaria che si chiama <em><u>internalizzazione nel MiC</u></em><u> di tutti e tutte.</u></p>
<p class="text-justify">Si tratta dell’unica vera possibilità di mettere fine alla disparità di trattamento economico e normativo fra lavoratori, di fornire stabilmente alla PA le competenze preziose di cui ha bisogno e superare i paradossi in termini di costi che si vengono a creare con lo sdoppiamento delle strutture gestionali fra Amministrazione e società in-house.</p>
<p class="text-justify">Occuparsi di questi lavoratori e lavoratrici è quanto mai necessario e la nostra azione sindacale continuerà in tal senso con tutte le iniziative opportune.</p>
<p class="text-justify">Speranzosi di un interessamento, restiamo a disposizione per un incontro e per qualsiasi ulteriore informazione.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Roma, 24 Giugno 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; USB P.I. MiC: Domenico Blasi</strong></p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p class="text-right"><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;USB LAVORO PRIVATO: Francesca Pulice&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 15:49:59 +0200</pubDate>
                        <title>SABATO 13 UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA PER LA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTE E TUTTI, CONTRO LA REMIGRAZIONE RESPINGIAMO IL RAZZISMO</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>SABATO 13 UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA PER LA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTE E TUTTI, CONTRO LA REMIGRAZIONE RESPINGIAMO IL RAZZISMO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Nazionale&nbsp;-&nbsp;lunedì, 15 giugno 2026</p>
<p class="text-justify">Sabato 13 è stata un’importante giornata nazionale di lotta contro l’assurda idea razzista di remigrazione, in cui lavoratrici e lavoratori sono scesi in piazza e hanno sfilato in corteo in decine di città italiane per rivendicare diritti e tutele per tutte le persone migranti. Da Milano a Vittoria, passando per Roma dove a centinaia sono arrivati fin sotto le finestre di Salvini, per dire basta con il razzismo e per la regolarizzazione di tutte e tutti.</p>
<p class="text-justify">Nel nostro Paese migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti sono resi invisibili, con il costante ricatto istituzionale e burocratico che li spinge ai margini della società: costretti a file di giorni di fronte alle questure per il rinnovo dei documenti, subendo spesso caporalato e situazioni di sfruttamento estremo dovute proprio a questa situazione di marginalità sociale determinata dal quadro legislativo.</p>
<p class="text-justify">Persone che producono ricchezza in settori strategici come l’agricoltura o sono impiegati nel fondamentale lavoro di cura della popolazione.</p>
<p class="text-justify">È il momento di dire basta: vogliamo la regolarizzazione di tutte e tutti, salari adeguati, diritti e tutele. Fermiamo razzismo e sfruttamento, respingiamo al mittente la remigrazione!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 26 May 2026 15:29:33 +0200</pubDate>
                        <title>INFORMATIVA E CONFRONTO ANCHE SE NON FIRMI I CONTRATTI. IL TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE LAVORO DÀ RAGIONE A USB: LA DEMOCRAZIA SINDACALE NON È COME LA RAPPRESENTA LA CISL</title>
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/></a></p>
<p><a href="https://www.usb.it/tags/pubblico-impiego-1.html" title="Pubblico impiego" target="_blank" rel="noreferrer">Pubblico impiego</a></p>
<p><u><strong>INFORMATIVA E CONFRONTO ANCHE SE NON FIRMI I CONTRATTI. IL TRIBUNALE DI ROMA SEZIONE LAVORO DÀ RAGIONE A USB: LA DEMOCRAZIA SINDACALE NON È COME LA RAPPRESENTA LA CISL</strong></u></p><div style="text-align:center; margin-bottom:11px"><p>&nbsp;</p></div><p>Proprio mentre la vicenda del rinnovo contrattuale delle FFCC entra nel vivo e con essa il tema della democrazia sindacale, da sempre cavallo di battaglia dell’USB, una importante sentenza emessa dal Tribunale di Roma sul ricorso dell’USB PI Inail dice chiaramente che almeno il <strong><u>diritto all’informativa e al confronto spetta a tutte le OO.SS maggiormente rappresentative</u></strong>, indipendentemente dalla sottoscrizione del CCNL.</p>
<p>La sentenza smonta la concezione da apartheid del sistema delle relazioni sindacali finora sostenuta da ARAN e alcune organizzazioni sindacali particolarmente inclini alla firma.</p>
<p>Un colpo significativo a tutte le amministrazioni, alcune più realiste del re, che hanno illegittimamente escluso USB da questi istituti contrattuali, provando ad imbavagliare il legittimo diritto al dissenso.</p>
<p>Questa sentenza, frutto dell’iniziativa sindacale di USB coadiuvata dall’Avv. Naso, apre un varco decisivo per rilanciare la battaglia per la democrazia sindacale, che ha come obiettivo quello di eliminare, a partire proprio dal comparto delle Funzioni Centrali, qualsiasi penalizzazione per chi decide di non firmare i contratti e restituire alla RSU la titolarità della contrattazione integrativa che la legge le assegna ma i contratti le hanno sempre negato.</p>
<p>Riaprire spazi di democrazia da troppo tempo limitati nei luoghi di lavoro per silenziare un conflitto che, oramai anche nel settore pubblico, si sta facendo avanti per le condizioni sempre più pesanti che vivono lavoratrici e lavoratori, è ormai un compito al quale nessuno potrà più sottrarsi.</p>
<p class="text-right">USB Pubblico Impiego</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155572</guid>
                        <pubDate>Sat, 16 May 2026 11:55:19 +0200</pubDate>
                        <title>LUNEDÌ 18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE!  IL PUBBLICO IMPIEGO C’È!</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/lunedi-18-maggio-sciopero-generale-il-pubblico-impiego-ce-1200.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-center"><strong>LUNEDÌ 18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE</strong></h2>
<h2 class="text-center"><strong>IL PUBBLICO IMPIEGO C’È</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il filo rosso dei dipendenti pubblici, dalla battaglia per il rinnovo contrattuale all’opposizione contro riarmo, guerra ed economia di guerra, al fianco del popolo palestinese.</p>
<p class="text-justify">Ormai da almeno due anni USB PI ha aperto uno scontro con il Governo sulla questione salariale e sul rinnovo dei contratti pubblici. Una vertenza che si inserisce nella fase storica attuale, da questa è determinata e ne diventa uno dei fronti di opposizione più concreti.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">I dipendenti pubblici pagano in maniera diretta le conseguenze economiche, sia in termini salariali che di funzione e condizioni di lavoro, della guerra e della sua continua estensione. La scelta del Governo, perché di scelta si tratta, di seguire la strada del riarmo europeo ha significato, in termini puramente aritmetici oltreché politici, sottrarre risorse alla spesa sociale che comprende i servizi pubblici e i salari di chi questi servizi li eroga. Questo ha comportato da un lato rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici ben al di sotto dell’inflazione e dall’altro un ulteriore ridimensionamento del welfare con la conseguente drammatizzazione delle disuguaglianze, vero dato strutturale di un modello dominato dall’economia di guerra.</p>
<p class="text-justify">In funzione di ciò, in modo assolutamente fisiologico e in grande continuità con la scelta praticata da anni di definirci, in qualità di dipendenti pubblici, combattenti contro le disuguaglianze, il rinnovo contrattuale si è configurato come il fronte avanzato sul quale combattere la guerra, l’economia di guerra e la distorsione della funzione di interi settori pubblici piegati agli interessi dell’industria bellica.</p>
<p class="text-justify">Dallo sciopero del 31 ottobre 2024, con iniziative di categoria e mobilitazioni generali, lavoratrici e lavoratori pubblici hanno animato le piazze e i luoghi di lavoro per l’aumento dei salari e il rilancio dei servizi pubblici.</p>
<p class="text-justify">Lo sciopero generale del 18 maggio rientra nel nostro percorso allo stesso modo degli scioperi di autunno, dei quali siamo stati protagonisti. Perché lo Stato siamo noi, non vogliamo essere al servizio della guerra e non vogliamo che il nostro Paese sia “amico” dello stato terrorista di Israele, colpevole di genocidio e vero pericolo per il mondo intero.</p>
<p class="text-justify">In un rinnovato protagonismo del blocco sociale che si oppone alle politiche di riarmo e alle trasformazioni sociali che ne conseguono, le lavoratrici e i lavoratori pubblici hanno grande consapevolezza del proprio ruolo e intendono svolgere fino in fondo la propria funzione a difesa di un modello sociale solidaristico.</p>
<p class="text-justify">Per questo quel filo rosso, che ha legato gli scioperi e le manifestazioni per il rinnovo contrattuale agli scioperi di autunno contro il genocidio del popolo palestinese e alla presa di posizione per il NO sociale al referendum, continuerà a tessersi nelle piazze del 18 maggio contro il genocidio del popolo palestinese e contro l’arroganza di Israele, e in quella nazionale del 23 maggio “Paghiamo sempre noi” lanciata dalla categoria operaia.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:27:00 +0200</pubDate>
                        <title>GNAM: SENZA CERTEZZE LA MOBILITAZIONE CONTINUA</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/gnam-senza-certezze-la-mobilitazione-continua-1031.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Comunicato dopo il presidio del 29 aprile alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">«Un presidio partecipatissimo quello di ieri davanti alla GNAM. Abbiamo incontrato la Direttrice, ma senza certezze la mobilitazione continua» lo dichiarano in una nota stampa la FP CGIL Roma e Lazio e l’USB Pubblico Impiego. «Alta partecipazione al presidio svoltosi ieri pomeriggio davanti alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nuova tappa di una mobilitazione iniziata ormai quasi due mesi fa con la proclamazione dello stato di agitazione a seguito di relazioni sindacali di icili e discontinue, dovute a una gestione privatistica del Museo. La Direzione non ha mai a rontato con la dovuta serietà le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori, privilegiando invece logiche divisive, disparità di trattamento del personale ed esplicite negazioni della democrazia sindacale. In un clima come questo, l’innalzamento del livello del conflitto è stato inevitabile. Al presidio hanno partecipato, oltre al personale, numerosi studiosi, ricercatrici e lavoratori e lavoratrici della cultura: un’ulteriore dimostrazione della rilevanza della GNAM e della necessità di tutelarla. La nostra vertenza non solo è per rivendicare diritti, equità sul posto di lavoro e sicurezza, ma anche per difendere un presidio di cultura. Servizi come biblioteche e archivi sono bloccati per ristrutturazioni in grande stile, ma lontane da venire e senza aver attivato un modello alternativo di fruizione».&nbsp;</p>
<p class="text-justify">«La difesa del lavoro – continuano i sindacati – la costruzione condivisa (tra dirigenza e personale) di condizioni adeguate e una politica culturale accessibile a tutti: sono queste le richieste del personale in agitazione. Alla luce della mobilitazione la Direttrice ha ricevuto una delegazione ristretta. Durante il colloquio è stato preso l’impegno di una convocazione formale entro dieci giorni per risolvere le criticità con atti concreti nell’interesse di tutti, compresa l’utenza a un bene pubblico del calibro della Galleria. Serve una presa di posizione chiara da parte del Ministero della Cultura come garanzia di un percorso verso normali rapporti sindacali e la creazione di un clima di confronto franco tra tutte le componenti dell’istituzione».</p>
<p class="text-justify">«L’incontro di oggi – conclude la nota – rappresenta un primo passo, ma non sufficiente: in passato, agli impegni non hanno fatto seguito risultati verificabili. Servono risposte concrete, se non arriveranno proseguiremo con la lotta fino allo sciopero».</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 29 Mar 2026 18:36:27 +0200</pubDate>
                        <title>NOI INDISPENSABILI, PRODUTTORI DI RICCHEZZA: SIAMO TUTTI CLASSE OPERAIA. MANIFESTO DEL LAVORO OPERAIO PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>NOI INDISPENSABILI, PRODUTTORI DI RICCHEZZA: SIAMO TUTTI CLASSE OPERAIA. MANIFESTO DEL LAVORO OPERAIO PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Roma&nbsp;-&nbsp;domenica, 29 marzo 2026</p>
<p class="text-justify">Non siamo davanti a una crisi. Siamo dentro una trasformazione strutturale del capitale, che il blocco di potere sta governando attraverso la guerra, il riarmo, la compressione dei salari, la precarietà e la deindustrializzazione. L’economia di guerra non è una deriva: ma è una scelta politica. Serve a disciplinare il lavoro, a spostare risorse pubbliche verso l’industria militare, a giustificare tagli al welfare, a rendere permanente l’emergenza.<br /> Noi diciamo basta. Questo manifesto è una dichiarazione di lotta al modello di sviluppo fondato su sfruttamento, insicurezza e la corsa al riarmo. È la piattaforma della classe operaia per riconquistare tutto ciò che ci è stato sottratto. È la rampa di lancio dalla quale ci prepariamo ad un nuovo e più grande <strong>BLOCCHIAMO TUTTO.</strong><br /> SALARIO: Il salario non è un costo. È la ricchezza che produciamo. È ora di introdurre un salario di base contrattuale di almeno 2000,00 euro netti mensili per tutti i lavoratori a tempo pieno, come soglia minima non negoziabile e con adeguamento proporzionale dei livelli contrattuali.<br /> <strong>ADEGUAMENTO AUTOMATICO DEI SALARI AI PREZZI: tutti</strong> i salari e le pensioni devono essere protetti dall’aumento dei prezzi, compresi quelli dei prodotti energetici importati. L’indice di calcolo dell’inflazione non può più essere l’IPCA depurata. Va introdotta una sorta di “nuova scala mobile” che tuteli le retribuzioni dalla estrema instabilità della situazione economica internazionale.<br /> <strong>REDDITO NELLA TRANSIZIONE:</strong> nessuno deve pagare la crisi. La transizione ecologica, digitale e produttiva non può essere una macelleria sociale. Non accettiamo che a pagare siano i lavoratori con licenziamenti, cassa integrazione infinita e desertificazione industriale. Rivendichiamo un reddito garantito universale di transizione, finanziato dallo Stato.<br /> <strong>TEMPO DI LAVORO:</strong> ridateci il nostro tempo. La tecnologia aumenta la produttività, ma i benefici vengono appropriati dal capitale. Noi rivendichiamo il diritto al tempo liberato. Riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario. Settimana corta, turnazioni sostenibili, stop agli straordinari strutturali. Lavorare meno per lavorare tutti, vivere meglio, ridurre l’usura, aumentare la sicurezza. Il tempo è un diritto, non una concessione aziendale.<br /> <strong>SALUTE E SICUREZZA:</strong> Basta omicidi sul lavoro, basta infortuni e malattie professionali evitabili. Diritto soggettivo a fermare la produzione in condizioni non sicure. Controllo sull’organizzazione del lavoro: ritmi, organici, turni. Più forza e potere agli RLS e loro elezione indipendentemente dall’appartenenza sindacale. Rafforzamento della prevenzione pubblica: ispettorato, ASL, INAIL, medicina del lavoro. La produzione deve adattarsi all’essere umano, non il contrario.<br /> <br /> <strong>CONTROLLO E TECNOLOGIA:</strong> Algoritmi, dati, intelligenza artificiale non possono essere strumenti di dominio. La digitalizzazione non deve servire ad aumentare controllo, ritmi e sfruttamento. Rivendichiamo trasparenza sugli algoritmi, diritto all’accesso ai dati, contrattazione sull’uso delle tecnologie nei luoghi di lavoro. La tecnologia deve essere sottoposta a controllo collettivo e utilizzata per migliorare condizioni, sicurezza e qualità del lavoro, non per comprimere diritti e salari.<br /> <strong>STOP APPALTI E SFRUTTAMENTO:</strong> Basta catene infinite di appalti e subappalti che scaricano rischio e abbassano i diritti. Questo modello frammenta il lavoro, abbassa i salari e aumenta l’insicurezza. Rivendichiamo il principio: stesso lavoro, stessi diritti e stesso salario lungo tutta la filiera. Responsabilità piena del committente, internalizzazioni come regola generale (salvo casi eccezionali), fine del massimo ribasso come criterio di assegnazione. Il lavoro non può essere una merce da spezzare e comprimere.<br /> <strong>DIRITTO DI SCIOPERO:</strong> Lo sciopero è libertà e democrazia, non un problema da regolare. È lo strumento fondamentale con cui il lavoro difende sé stesso. Respingiamo ogni tentativo di limitarlo, burocratizzarlo o svuotarlo. No alla militarizzazione del lavoro e all’uso delle leggi per comprimere il conflitto. Senza diritto di sciopero non esiste contrattazione reale, ma solo imposizione.<br /> <strong>POLITICA INDUSTRIALE PUBBLICA:</strong> Il mercato non deve governare la transizione. L’intervento pubblico diretto nei settori strategici: energia, siderurgia, microelettronica, trasporti, digitale, mobilità, telecomunicazioni. Ingresso dello Stato nel capitale delle imprese e controllo pubblico delle filiere strategiche. Condizionalità dure su tutto: occupazione stabile, salario, sicurezza, investimenti reali. Clausole stringenti anti-delocalizzazione e anti-spezzatino.<br /> Basta economia di guerra. Vogliamo un’economia civile, green e fondata sul lavoro.<br /> Gettate le armi, ridateci tutto. Arrendetevi alla classe operaia. Il paese reale è già con noi.<br /> <br /> <strong>ASSEMBLEA NAZIONALE OPERAIA</strong> – delegati e delegate dell’USB - ROMA cinema Aquila – 28 marzo 2026</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 09:36:27 +0100</pubDate>
                        <title>USB P.I. : RISORSE E DEMOCRAZIA CENTRALI NEL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI IN TEMPO DI GUERRA</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>RISORSE E DEMOCRAZIA CENTRALI NEL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI IN TEMPO DI GUERRA</strong></p>
<p class="text-justify">Nazionale,&nbsp;16/03/2026 15:55</p><div style="text-align:center"><p class="text-justify">&nbsp;</p></div><p class="text-justify">Giovedì 12 si è riunito ancora il tavolo per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali.</p>
<p class="text-justify">USB PI ha argomentato una serie di proposte, dettagliate in un documento inviato all’ARAN, sui temi sui quali si sta concentrando questa trattativa: IA, turni, ferie, progressioni, implementazione lavoro a distanza.</p>
<p class="text-justify">Abbiamo poi riproposto la questione della cosiddetta “tassa sulla malattia” applicata anche alle visite mediche rilanciando la richiesta di tre giorni annui di permesso retribuito per visite ed esami strumentali nell’ambito dei programmi di prevenzione, una misura di civiltà che si scontra però sul muro della scarsità delle risorse messe a disposizione da parte del Governo.</p>
<p class="text-justify">Le risorse, appunto. Il fantasma che si aggira su questo rinnovo contrattuale, sia in termini di aumenti salariali che come strumento per miglioramenti normativi sostanziali.</p>
<p class="text-justify">L’aggressione degli USA e di Israele nei confronti dell’Iran sta producendo, oltre alle migliaia di morti e alla devastazione ambientale, effetti economici anche nel nostro Paese che per ora si concretizzano in interventi speculativi sui prezzi dei carburanti, ma che rischiano di consolidarsi e produrre picchi di aumento dell’inflazione. Tutto ciò purtroppo dimostra come la tanto decantata continuità contrattuale a risorse largamente predeterminate e non modificabili sia in realtà un trappolone per lavoratrici e lavoratori pubblici. Vedremo come evolverà la situazione internazionale, ma va considerata la possibilità che si arrivi, così come nel 2022-2024, ad un rinnovo contrattuale con perdita del potere d’acquisto dei salari.</p>
<p class="text-justify">Non a caso, ARAN ha tentato un’accelerazione, respinta da USB, presentando le tabelle economiche degli aumenti, peraltro non esaustive e prima di un confronto reale sia sulla loro quantificazione che sulla distribuzione sulle voci stipendiali. Anche a fronte della proposta di stralcio della parte economica presentata al tavolo del rinnovo di Istruzione e Ricerca, è chiaro il tentativo del Governo di chiudere prima possibile i rinnovi contrattuali per evitare che l’eventuale picco inflattivo infiammi nuovamente la contrattazione.</p>
<p class="text-justify">Il che ci porta a ribadire con maggiore determinazione che, ancora di più in funzione dell’allargarsi del conflitto, la quantificazione delle risorse deve essere nella disponibilità del tavolo del rinnovo contrattuale, sia direttamente per quanto riguarda gli aumenti, sia indirettamente per le voci, come i buoni pasto, che determinano le condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Allo stesso modo, la democratizzazione del sistema delle relazioni sindacali è un nodo irrinunciabile e strettamente legato alle ricadute economiche derivanti dall’evolversi della situazione internazionale.</p>
<p class="text-justify">L’esclusione dei sindacati non firmatari dalle relazioni sindacali fortemente voluto da ARAN e sindacati fiancheggiatori, rende lavoratrici e lavoratori del Pubblico Impiego ostaggio del Governo che può così scaricare sul rinnovo contrattuale i costi della crisi economica e del riarmo, a danno degli aumenti salariali.</p>
<p class="text-justify">L’esclusione delle RSU dai tavoli nazionali e regionali, in violazione delle previsioni normative, non è altro che la rappresentazione più evidente della volontà di consolidare il monopolio sindacale dei collaborazionisti.</p>
<p class="text-justify">L’attuale sistema di relazioni sindacali, costruito sulle esclusioni e denunciato da sempre da USB come anti democratico, oggi più che mai è un ostacolo da rimuovere per garantire la difesa dei diritti e delle condizioni materiali dei dipendenti pubblici in una fase drammatica per il Paese.</p>
<p class="text-justify">Democrazia e salari, il nostro manifesto contrattuale e lo spauracchio per Governo e sindacati complici che temono il confronto aperto ad armi pari, senza penalizzazione preventiva per chi dissente, saranno i temi che porteremo in piazza, sotto le finestre del Ministro per la Pubblica Amministrazione</p>
<p class="text-justify"><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; USB <a href="https://www.usb.it/tags/pubblico-impiego-1.html" title="Pubblico impiego" target="_blank" rel="noreferrer">P</a>UBBLICO IMPIEGO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 09 Feb 2026 13:17:16 +0100</pubDate>
                        <title>MINISTERO DELLA CULTURA. USB P.I. SCRIVE ALLA DIREZIONE GENERALE DELLE RISORSE UMANE E DELL&#039;ORGANIZZAZIONE </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/ministero-della-cultura-usb-pi-scrive-alla-direzione-generale-delle-risorse-umane-e-dellorganizzazione-1321.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-right">Spett.le</p>
<p class="text-right">Ministero della Cultura</p>
<p class="text-right">&nbsp;c.a. Direttore Generale Risorse Umane e Organizzazione.</p>
<p class="text-right">dott.ssa. <strong>M. GIUSEPPONE</strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dirigente Serv. IV<br /> dott. <strong>G. GUGLIELMI</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:dg-ruo@cultura.gov.it"><strong>dg-ruo@cultura.gov.it</strong></a><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">OGGETTO: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Chiarimenti e Delucidazioni pagamento indennità di turnazione personale ex AFAV.</strong></p>
<p class="text-justify">Questa O.S. vuole portare all'attenzione della Direzione generale il tema in oggetto, alla luce di quanto riportato nella circolare DG RUO n. 12 del 02/02/2026 che illustra le indicazioni operative per la ricezione della c.d. “direttiva Zangrillo” nel nostro Ministero per il corrente anno. Nelle diverse materie trattate non è affrontata la questione del pagamento delle indennità di turnazione per il personale ex Afav.</p>
<p class="text-justify">Quindi è evidente che l'unico riferimento in merito alla questione rimane la circolare DG OR n. 101 del 06/08/2025 la quale trattava l’argomento al punto n. 6, indicando di pagare l'indennità di turnazione al personale di vigilanza che avesse svolto attività di formazione <em>per le sole ore effettivamente prestate in turno ordinario.</em></p>
<p class="text-justify">USB P.I. MiC, aveva già messo in luce il problema nelle note inviate il 3 Giugno 2025, anche sulla scorta di casi locali già occorsi in quei primi mesi, aveva puntualizzato la sua interpretazione che ribadisce, ovvero che” l'indennità di turnazione, pur calcolata su base oraria, è corrisposta per i soli periodi di effettiva prestazione del servizio (CCNL 2022-2024, art 20 comma 6), <strong><u>viene riconosciuta per il disagio relativo all'organizzazione del lavoro su turni, non è legata alla specificità delle operazioni svolte durante il servizio in quale maniera organizzato</u></strong>. A maggior ragione che la formazione obbligatoria deve essere svolta durante l'orario di lavoro ed è pertanto equiparata all’orario di servizio, come per il trattamento economico. Le ore di formazione così inquadrate, sono obbligatorie e vengono inserite nei turni programmati non modificandone la scansione, né alleggerendo il disagio che ne deriva. <strong><em><u>Per queste ragioni l'indennità di turnazione va a nostro avviso corrisposta al personale addetto a tutela, accoglienza, e vigilanza anche durante le ore di formazione.</u></em></strong></p>
<p class="text-justify">La mancata corresponsione di questa indennità per le ore di formazione si configurerebbe come un danno e discriminazione economica per il personale ex Afav. Tanto più alla luce della imposizione di 40 ore di formazione obbligatoria per l'anno corrente, senza tenere in considerazione i cronici e già segnalati problemi di svolgimento e programmazione dei corsi in termini di dispositivi, spazi e tempi adeguati in Istituti gravati da forti carenze di organico.</p>
<p class="text-justify">Per quanto descritto, la scrivente O.S. chiede a questa Direzione generale di pronunciarsi con chiarezza sul tema, e si riserva in caso di parere negative sul pagamento dell’indennità di procedere con tutte le iniziative necessarie, anche legali, a difesa dei diritti, del salario e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici del MiC.</p>
<p class="text-justify">Cordiali Saluti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Roma, 9 febbraio 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; USB P.I. MiC.</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
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                        <pubDate>Mon, 26 Jan 2026 18:20:16 +0100</pubDate>
                        <title>MINISTERO DELLA CULTURA. COMUNICATO AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI DEL PANTHEON E CASTEL S&#039;ANTANGELO - DIREZIONE MUSEI NAZIONALI DELLA CITTA&#039; DI ROMA </title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center">&nbsp;<strong>COMUNICATO AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Abbiamo letto la comunicazione diffusa nei giorni precedenti all’assemblea convocata dalla nostra struttura sindacale locale <em>presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo</em> per cui ci sembra doveroso offrire alcuni chiarimenti, anche alla luce del confronto/dibattito sviluppato con i lavoratori. Riteniamo infatti fondamentale che, al di là delle posizioni e/o interpretazioni personali, rimangano chiari i principi che regolano la nostra azione sindacale e le ragioni che hanno motivato l’iniziativa.</p>
<p class="text-justify">Osserviamo da tempo una crescente difficoltà, da parte dell’ogni presente vice segretario nazionale flp MiC, sindacalista a corrente alternata, ad accettare forme di rappresentanza sindacale che non rientrano in schemi tradizionali o sotto la diretta influenza di alcune figure datoriali e/o sindacali. Difatti a seconda delle occasioni, il ruolo della RSU viene indicata come organo da limitare nelle sue espressioni pluralistiche, oppure come unico soggetto legittimato al confronto e alla trattativa, oppure nuovamente messa in discussione. Questo altalenante modo di agire rischia di generare confusione e destabilizzazione tra i colleghi e indebolire il ruolo della rappresentanza democratica e partecipata nel suo complesso.</p>
<p class="text-justify">Il pluralismo sindacale, garantito dalla normativa vigente, è invece una ricchezza che va tutelata e rispettata, senza se e senza ma!</p>
<p class="text-justify">Desideriamo ribadire che lo Statuto dei lavoratori e la normativa vigente sulla rappresentatività nel P.I. sanciscono il diritto delle organizzazioni sindacali rappresentative, noi lo siamo, presenti nei luoghi di lavoro — anche se non firmatarie del CCNL — di indire assemblee, svolgere attività sindacale, raccogliere istanze e rappresentare i lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Il terminale associativo (RSA) esercita quindi un diritto pienamente legittimo.</p>
<p class="text-justify">L’assemblea che si è tenuta ci risulta che abbia confermato la necessità di momenti di confronto diretto, senza filtri né limitazioni, su questioni che incidono concretamente sulla vita personale e professionale dei lavoratori e delle lavoratrici.</p>
<p class="text-justify">Il senso dell’iniziativa non era dunque quello di sostituire i tavoli di contrattazione, bensì di esercitare un ruolo sindacale che si fonda sul contatto quotidiano con la base dei lavoratori, per lui impensabile, e sul confronto sui problemi reali dei dipendenti.</p>
<p class="text-justify">Il tavolo sindacale nazionale di secondo livello, non esaurisce il senso e la pratica dell’azione sindacale: rappresenta uno degli strumenti, non l’unico, a cui abbiamo deciso di non partecipare dicendo NO alla firma del miserabile CCNL Funzioni centrali 2022 – 2024.</p>
<p class="text-justify">Nei luoghi di lavoro emergono criticità che richiedono ascolto, valutazione e proposte, da esprimersi appunto in discussioni assembleari, com’è infatti avvenuto, con soddisfazione dei partecipanti e quella nostra.</p>
<p class="text-justify">Perciò ringraziamo quanti hanno partecipato all’assemblea, contribuendo a un confronto serio e costruttivo.</p>
<p class="text-justify">L’ascolto diretto dei lavoratori rimane la base solida di qualunque azione sindacale realmente orientata al miglioramento delle condizioni di lavoro e per una giustizia sociale ed economica.</p>
<p class="text-justify">Buon lavoro a tutte e tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>ADERITE ALLA NOSTRA O.S. INSIEME SIAMO IMBATTIBILI!!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NO AL MONOPOLIO DELLE OO.SS. FILO GOVERNATIVE E CONSENSIENTI CON I DATORI DI LAVORO!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>LIBERTA,’ DEMOCRAZIA, PLURALISMO SINDACALE, SALARIO, DIRITTI E DIGNITA’ !!!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 17 Jan 2026 16:04:00 +0100</pubDate>
                        <title>MINISTERO DELLA CULTURA: USB SCRIVE ALLA DIREZIONE GENERALE RISORSE UMANE E ORGANIZZAZIONE E ALL&#039;ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-right">Spett.li</p>
<p class="text-right"><strong>DG Risorse umane e Organizzazione</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:%20dg-ruo@cultura.gov.it"><strong>dg-ruo@cultura.gov.it </strong></a></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right"><strong>Organismo Indipendente di Valutazione della Performance</strong></p>
<p class="text-right"><a href="mailto:oiv@cultura.gov.it"><strong>oiv@cultura.gov.it</strong></a><strong><u> </u></strong></p>
<p class="text-right">&nbsp;</p>
<p class="text-right">Ministero della Cultura</p>
<p class="text-right">Via del Collegio Romano, 27</p>
<p class="text-right">00186-Roma</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">OGGETTO: <strong>Problematiche delle indennità per incarichi di specifica responsabilità area assistenti</strong>.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Con la presente questa O.S. intende riportare a questi Uffici una panoramica dei problemi emersi nelle varie strutture di questo Ministero con l'applicazione del nuovo istituto delle indennità per incarichi di specifiche responsabilità per l'area Assistenti, a seguito dell'Accordo di Ripartizione FRD 2025 fra Amministrazione e sigle sindacali firmatarie.</p>
<p class="text-justify">La pubblicazione della Circolare n. 61 con allegato il Regolamento per le nuove indennità ha imposto a tutti gli uffici MiC di redigere in tempi brevissimi gli interpelli per la loro assegnazione, con scadenza 9 Dicembre 2025. Una tale previsione, difficilmente sostenibile, ha comportato una certa confusione. Gli interpelli hanno spesso avuto contenuto vago con istituti che non hanno specificato gli incarichi da assegnare, che ne hanno indicati solo alcuni o che si sono limitati a ricopiare la descrizione delle aree a, b, c, d previste dal regolamento. Sugli incarichi dell'area c poi la responsabilità affidata in un primo momento al DiVa ha comportato ulteriori ritardi, comunicazioni con gli istituti non chiare e uniformi sul territorio nazionale, ulteriori rettifiche degli interpelli in corso d'opera e proroghe dei termini di scadenza. A questo aggiungiamo la nostra perplessità nel rilevare, oltre ad una buona dose di discrezionalità data ai dirigenti in questa fase, come sui tavoli locali questa materia sia stata oggetto al massimo di informativa; quando in realtà trattandosi di indennità economiche e quindi di salario accessorio andrebbe considerata materia di contrattazione.</p>
<p class="text-justify">Se le premesse non sono state delle migliori, anche gli esiti presentano diversi punti critici. Allo stato attuale alcuni istituti non hanno ancora formalizzato gli esiti degli interpelli, altri hanno prodotto decreti di nomina dalla dubbia chiarezza indicando solo i vincitori ma non gli incarichi loro assegnati. Molti ancora devono pubblicare nomi, incarichi e relativo CV sul portale trasparenza. Si registrano diversi casi in cui le strutture giustificano questo ritardo con la richiesta alla DG RUO di ulteriori e specifiche istruzioni, mentre il dettato dell'articolo 6 del Regolamento emanato appare abbastanza chiaro. Tutto ciò e altro ancora ha contribuito a moltiplicare le richieste di accesso agli atti da parte di coloro i quali ritengono che non sia stata considerata correttamente la propria candidatura. Anche in questi casi diversi uffici non si sono dimostrati solerti nell'adempiere a quanto previsto dalla L 241/90.</p>
<p class="text-justify">Il cuore del problema è rappresentato però in maniera ineludibile dai criteri scelti per l'assegnazione del punteggio, che individuano in maniera pressoché esclusiva l'anzianità nel ruolo specifico e senza alcun meccanismo di rotazione; ciò dà vita ad una serie di gravi storture: non ci si limitata solo a “fotografare” l'esistente dando scarse possibilità di accesso ad un numero più ampio di dipendenti, ma ruoli e posizioni affidati negli anni su base totalmente discrezionale e fiduciaria si trasformano di colpo in incarichi retribuiti.</p>
<p class="text-justify">Si tratta di un meccanismo profondamente ingiusto e poco trasparente, che per di più va ad avvitarsi in una spirale, dove chi ha già svolto da anni determinati incarichi va a riceverli nuovamente con indennità, continuerà perciò ad aumentare l'anzianità nel ruolo e con questa il punteggio per le successive assegnazioni. Già adesso si sono verificati esiti paradossali di queste nuove procedure: in alcuni istituti la possibilità di vedersi assegnata una indennità d'incarico è aperta a nuovi soggetti solo da trasferimenti, pensionamenti o decessi di chi vanta un'anzianità di ruolo pluriennale. In altri luoghi, dove si era proceduto a forme di rinnovamento o rotazione, i criteri scelti hanno riportato incarico e relativa nuova indennità a coloro che li avevano abbandonati.</p>
<p class="text-justify">La nostra O.S. ritiene necessario che questi Uffici svolgano la loro attività di supervisione e controllo su questa serie d’interpelli; ma soprattutto li invita ad esaminare attentamente la materia e a promuovere una riflessione che porti ad un profondo ripensamento di queste indennità di specifiche responsabilità, per garantire possibilità di accesso più larghe del personale interessato e un meccanismo di rotazione degli incarichi. Detto ciò, qualora non vi fosse un deciso intervento in merito, siamo pronti ad adottare tutte le iniziative di lotta politico-sindacale ed eventuali azioni legali a difesa della dignità e dei diritti di lavoratori e lavoratrici.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Confidando nell'attenzione di questi spettabili Uffici, porgiamo distinti saluti.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Roma, 17 Gennaio 2026</p>
<p class="text-justify">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;USB P.I. MiC</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 15:17:04 +0100</pubDate>
                        <title>MINISTERO DELLA CULTURA: CONTINUA LA NOSTRA INFORMAZIONE E CONTRO INFORMAZIONE!! PIANO VALORIZZAZIONE: NULLA È CAMBIATO DAL 2024!! I 7.000.000 DI FONDI SONO QUELLI PROMESSI DALLA POLITICA DEL MiC NELL’ANNO 2023 ARRIVATI NEL 2024!!! </title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>MINISTERO DELLA CULTURA: CONTINUA LA NOSTRA INFORMAZIONE E CONTRO INFORMAZIONE!! PIANO VALORIZZAZIONE: NULLA È CAMBIATO DAL 2024!! I 7.000.000 DI FONDI SONO QUELLI PROMESSI DALLA POLITICA DEL MiC NELL’ANNO 2023 ARRIVATI NEL 2024!!! </strong></p>
<p class="text-justify">Come ormai consuetudine continua il piano di Valorizzazione nel MiC.</p>
<p class="text-justify">Nell’accordo sono previste le stesse tipologie di aperture straordinarie degli anni precedenti quali: Domenica di carta; Eventi diurni della durata di quattro ore per le Giornate Europee dell’Archeologia; Eventi diurni della durata di quattro ore per le Giornate Europee del Patrimonio; Eventi serali di quattro ore per le Giornate Europee del Patrimonio e per la Notte europea dei Musei; Aperture straordinarie diurne di quattro ore dei luoghi della cultura;</p>
<p class="text-justify">I fondi sono rimasti invariati rispetto all’anno passato, anche in riferimento all’apertura straordinaria del 1° Gennaio 2026, le quote di salario accessorio sono quelle già contrattate nel 2024, quindi è stato <em>fatto un duro e faticoso lavoro di copiatura</em>. Sic!!</p>
<p class="text-justify">Contestualmente ci chiediamo sulla questione riduzione degli importi previsti per le giornate dei “Super festivi” infrasettimanali cosa si sta facendo? Le cinque giornate “Super festive” sono giornate particolarmente significative e “giustificano” una remunerazione “Importante”.</p>
<p class="text-justify">Possibile che con un tavolo di trattativa decentrata di II livello rappresentato da una delegazione di parte pubblica competente ma smaniosa di dimostrare efficienza e bravura e quella sindacale firmataria del CCNL, sempre a braccetto con la politica ministeriale e centrale ancora non si riesca a tutelare i diritti, il salario e la dignità dei lavoratori di fronte ai continui “rilevamenti” spesso di principio di qualche organo c.d. di controllo??</p>
<p class="text-justify">Cosa stanno facendo in merito alla “Formazione obbligatoria”, modalità e criteri nonché al pagamento dovuto dell’indennità di turnazione per i dipendenti dell’area ex vigilanza??</p>
<p class="text-justify">Dal momento che la circolare ministeriale emanata dalla Dg-Or (ora DG-RUO), non risolve per il 2025 le problematiche delle lavoratrici/tori e istituti, forse era necessario un azzeramento per quest’anno, come ns proposta, e una programmazione organica per il 2026.</p>
<p class="text-justify">USB P.I. MiC sta lavorando, d’accordo anche con i propri legali, in primis per una diffida sindacale stragiudiziale per il mancato pagamento dell’indennità di turnazione durante i corsi di formazione obbligatori programmati dall’amministrazione a prescindere dalla sovrapposizione delle attività e prevalenza delle ore in turno.</p>
<p class="text-justify">Il Ministro per la Pubblica Amministrazione Zangrillo ha dichiarato che ci saranno aumenti contrattuali tra il 16% e il 18% per i prossimi rinnovi nel P.A. se tali aumenti coprissero l’inflazione programmata e la perdita de potere di acquisto dei salari sarebbe un biglietto da visita positivo per continuare il confronto sui tavoli di comparto.&nbsp;&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Quindi salario e democrazia sindacale, con l’abbattimento del famigerato art 7 del CCNL, camminano di pari passo con l’obiettivo di avere contratti senza disuguaglianze e più diritti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>NO AI CONTRATTI A PERDERE!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>PIU’SALARIO DIRITTI E DEMOCRAZIA!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 06 Dec 2025 17:08:42 +0100</pubDate>
                        <title>MINISTERO DELLA CULTURA: ACCORDO RIPARTIZIONE FRD 2025: I SINDACATI DI COMODO SOTTOSCRIVONO UNA PERDITA DI SALARIO E DI DEMOCRAZIA!</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>MINISTERO DELLA CULTURA: ACCORDO RIPARTIZIONE FRD 2025: I SINDACATI DI COMODO SOTTOSCRIVONO UNA PERDITA DI SALARIO E DI DEMOCRAZIA!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB ha sempre avuto una idea chiara di società, fondata sulla solidarietà, uguaglianza, giustizia sociale, servizi pubblici efficienti e lavoratori e lavoratrici con un salario adeguato al reale costo della vita.</p>
<p class="text-justify">Mentre noi lo abbiamo ribadito in questi giorni con sciopero e iniziative di piazza, governo e sindacati concertativi e consenzienti hanno dimostrato quale siano le loro idee ad iniziare dal confronto aperto presso l’ARAN (&nbsp;(Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni)per il rinnovo del CCNL 2025-2027, comparto Funzioni Centrali che si preannuncia con una nuova perdita di potere d'acquisto, così come lo hanno fatto alcune OO.SS. e l’Amministrazione al MiC con la sottoscrizione dell’<strong>Accordo Ripartizione FRD 2025</strong>. Ogni anno, il tavolo di trattativa decentrata di Ministero è chiamato a discutere sulle diverse destinazioni del Fondo Risorse Decentrare, soldi di salario accessorio che ormai sono diventati parte integrante di quello tabellare per i dipendenti del nostro ministero. Quest'anno ha fatto la sua comparsa una nuova voce, quella delle <strong>indennità di “specifiche responsabilità”</strong> per l'area <strong>assistenti</strong>, che vanno ad affiancarsi alle indennità per “<strong>posizioni organizzative</strong>” dell'area <strong>funzionari</strong>. <u>Quello che ne è venuto fuori sono briciole gettate in pasto ai lavoratori per farli azzannare fra loro, oltre al consolidamento di misere logiche di potere sindacale locale e l'ennesimo strumento di discrezionalità e potere messo in mano ai dirigenti. A questa misera novità si aggiunge una “azione strategica” sulle <strong>turnazioni</strong>, con lo <strong>spacchettamento dei super-festivi</strong>, che si tradurrà in perdita di reddito per tutti i dipendenti turnisti.</u></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Che cos’è questa <em>indennità di specifiche responsabilità</em>? Presente come ipotesi già nel precedente CCNL di comparto, è una quota di salario accessorio che dovrebbero dare una gratifica economica, abbastanza modesta, circa 1000,00 euro lordi annui, per particolari attività svolte dagli assistenti, configurabili sotto alcuni aspetti con le similari posizioni organizzative dei funzionari. Facendo una analisi dei regolamenti condivisi tra quelle parti sindacali e datoriali, si nota subito come molte di queste attività sono compiti che figurano normalmente nel mansionario delle rispettive figure professionali e non si capisce perché ora si debba lottare fra colleghi per l'esclusività di un'indennità. Inoltre, <u>per ciò che riguarda le PO (Posizioni Organizzative), risulta di difficile comprensione sia l'esatta assegnazione delle figure individuate per i funzionari nei vari istituti, sia la distinzione fra fasce economiche A e B per la medesima posizione fra un istituto e un altro, creando dipendenti di serie A e dipendenti di serie inferiori.</u></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><u>L'ipotesi iniziale di accordo sulle specifiche responsabilità non era stata firmato da USB P.I. MiC, perché non erano state accolte le nostre preoccupazioni sul controllo <em>della durata e la necessità di rotazione</em> degli incarichi.</u> <u>Gli interpelli con i criteri usciti in questi giorni confermano la nostra scelta di coerenza: il criterio di assegnazione del punteggio è in maniera pressoché esclusiva l'aver già svolto lo stesso ruolo per anni e anni!</u> Altro che rotazione e opportunità per tutti! Qui si tratta di cristallizzare l'esistente, le piccole posizioni di potere locale negli istituti, blindare chi a volte gestisce il proprio ruolo curando più gli interessi propri che quelli collettivi, che guarda caso fanno anche da riferimento spesso alle stesse OO.SS. Queste scelte scellerate impediscono di fatto, forse per un decennio, l'accesso a queste posizioni a chi è stato assunto nel ministero negli ultimi tempi.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Un terzo elemento critico riguarda la gestione dell'intero <u>processo organizzativo</u>, che come pare accada spesso nel nostro ministero diventa <u>complicato e confuso</u>. Gli incarichi di responsabilità degli assistenti sono stati divisi per ambiti tematici, partendo con quelli di tipo amministrativo/gestionale/restauro/laboratoriale (punti a) b) d) del regolamento) con un numero di posizioni che ogni singolo istituto dovrà assegnare. Mentre l'ambito dei servizi al pubblico (punto c)) che include il grosso tema dei coordinatori del servizio accoglienza e vigilanza è stato messo in capo ai Dipartimenti, che dovranno quindi vagliare le richieste delle strutture afferenti in una fase successiva e sulla quale non si fa alcuna chiarezza.</p>
<p class="text-justify">Gli interpelli, che gli uffici delle varie articolazioni MiC hanno dovuto predisporre in pochi giorni, riflettono lo stato delle cose: alcuni si limitano a copiare il regolamento senza specificare le figure richieste, altri ne nominano solo alcune. Spicca il caso di alcune biblioteche, archivi e istituti centrali che non prevedono figure per la digitalizzazione previste dal punto b) quando invece essa è attualmente svolta da molti assistenti anche inquadrati come Atav. <u>Quello che si evince, ancora una volta, è l'ampia discrezionalità consegnata nelle mani dei dirigenti che rafforza il potere del datore di lavoro</u>. <u>Tutto ciò aggravato dal fatto che di questa materia non ci sarà trattativa, confronto e discussione ai tavoli locali, solo una mera informazione. Come è possibile visto che si tratta di indennità economiche, salario accessorio che è materia di contrattazione?</u> Ecco perché parliamo di “ladri di democrazia” sui luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">È fondamentale l’analisi fatta e la diffusione di questo comunicato nei vari contesti lavorativi, in primis tramite i nostri rappresentanti RSU, ma in generale con la comunicazione tra lavoratori e lavoratrici in tutte le occasioni disponibili a partire dai tavoli locali, alle assemblee, volantinaggi ed altre iniziative. Lo scopo è mettere di fronte le amministrazioni alle contraddizioni di questo sistema, esigendo innanzitutto trasparenza e controllo sulla durata degli incarichi e sulla ricerca di modalità per dare un più ampio accesso agli stessi!</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">L'Accordo sulla ripartizione del FRD nasconde però anche un’altra amara sorpresa per i dipendenti MIC, <u>la revisione delle indennità di turnazione. Difatti con effetto immediato addirittura a partire da fine Novembre 2025 ha visto una differenza della percentuale dei cosiddetti Super-festivi (fino all'anno scorso pagati tutti il 165% in più) quelli cadenti di domenica rimangono al 165% quelli infrasettimanali che scendono al 100%. Sic!!</u> Una bella percentuale in meno e soprattutto un importo minore nelle tasche dei lavoratori visto che benché si tratti di poche date l'anno questi pesano molto sul conto finale. Una perdita che non è compensata né dal 5% in più con cui vengono pagati i festivi ordinari, né dagli aumenti della percentuale dei notturni; visto che quest’ultima tipologia di turno a causa della oggettiva carenza di personale e della volontà di molti direttori va sempre più scomparendo dai nostri istituti.</p>
<p class="text-justify"><u>Facendo il confronto con le tabelle dello scorso anno, è evidente il taglio economico come una operazione di risparmio gestionale a spese dei dipendenti.</u></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Questo tipo di <u>operazioni</u>, di svilimento e di divisione dei lavoratori, ci fanno anche sospettare come esse siano <u>funzionali ai pluriennali disegni di esternalizzazioni e privatizzazioni</u> che precarizzano i servizi pubblici. Troviamo discriminatorio e preoccupante che ad essere colpita sia fra gli altri l'area dell'accoglienza e vigilanza, con una penalizzazione dei turnisti e piccole esche lanciate con promesse di fumosi ruoli diversi dai propri a personale a volte notevolmente qualificato rispetto all'impiego. È questo il settore che maggiormente soffre l'emorragia di dotazioni organiche insufficienti e che maggiormente vede servizi appaltati all'esterno, quando va bene alla società in-house, altrimenti a un sottobosco di soggetti privati, imprese di logistica, cooperative, vigilanza privata. Ultim’ora ad associazioni volontari del servizio civile in supporto e in casi estremi sostituzione degli ex AFAV.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB ha sempre rivendicato di valorizzare il lavoro di tutte e tutti e riconoscere un salario adeguato, almeno 2000 euro base al mese. Garantire la partecipazione democratica nei luoghi di lavoro. </strong></p>
<p class="text-justify"><strong>No alla firma di contratti e accordi a perdere come fanno alcune OO.SS. tentando poi di mascherarli con dei piccoli contentini a premi, scatenando la “guerra” tra lavoratrici e lavoratori!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>LA COSCIENZA SOCIALE - LA LOTTA - LA MILITANZA E LA SOLIDARIETÀ SONO LE NOSTRE ARMI MIGLIORI!!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>INSIEME SIAMO IMBATTIBILI!!!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154121</guid>
                        <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 10:35:02 +0100</pubDate>
                        <title>MINISTERO DELLA CULTURA: CONTINUA LA LOTTA AL PRECARIATO NEL MiC!! STABILIZZATE I COSIDDETTI EX TIROCINANTI!!!</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/ministero-della-cultura-continua-la-lotta-al-precariato-nel-mic-stabilizzate-i-cosiddetti-ex-tirocinanti-1037.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>MINISTERO DELLA CULTURA: CONTINUA LA LOTTA AL PRECARIATO NEL MiC!! STABILIZZATE I COSIDDETTI EX TIROCINANTI!!!</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Questa mattina 26 novembre 2025 come USB Pubblico Impiego MiC abbiamo organizzato un sit-in che ha portato sotto le finestre del nostro ministero la protesta per sensibilizzare la politica del MIC a ricevere una nostra delegazione sulla questione del precariato, in particolare sulla trasformazione del contratto di lavoro e la stabilizzazione dei dipendenti precari del MiC (cosiddetti “ex tirocinanti”).</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ci ha ricevuto <a href="http://ricevuto.il" target="_blank" rel="noreferrer">&nbsp;il</a> dott. S. Lanna, rappresentante dell'Ufficio di diretta collaborazione del Ministro, appena iniziato il confronto ha dimostrato interesse per la problematica ma ha affermato che allo stato attuale il ministero non ha fondi a disposizione per un rinnovo dei contratti e tantomeno per una stabilizzazione a lungo termine. Ha continuato sostenendo la rigidità dei vincoli assunzionali e della programmazione che rende difficile l'intervento su questo tema.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB P.I. MiC ha ribadito ancora una volta l'urgenza della risoluzione della questione considerato che queste lavoratrici e lavoratori sono dipendenti del MiC da quasi tre anni, senza tenere in considerazione gli altri anni di tirocinio a supporto delle attività di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale all'interno degli istituti dove prestavano “servizio”, specie in Calabria, senza diritti e garanzie salariali e previdenziali.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Abbiamo sollecitato il nostro interlocutore a coinvolgere direttamente il Ministro della Cultura per cercare condivisioni e sinergie con altri ministeri (Mef, Giustizia e Miur) per individuare un aggiornamento normativo e una copertura finanziaria che possano portare alla stabilizzazione delle unità di personale interessate. Fondamentale è inoltre l'intesa anche con altri “attori” politici e istituzionali regionali (Calabria, Campania e Puglia).</p>
<p class="text-justify">Continueremo nella mobilitazione con l'obiettivo primario della stabilizzazione e contestualmente portare nel prossimo decreto “Milleproroghe” almeno la proroga/rinnovo dei contratti, per dare il tempo sufficiente a trovare soluzioni a lungo termine.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Porteremo la lotta al precariato anche fra i temi che animeranno lo sciopero di venerdì 28 novembre p.v. e la grande manifestazione nazionale a Roma del 29 novembre, contro una finanziaria che lascia da parte i diritti e i salari dei lavoratori per sostenere il riarmo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>LOTTIAMO INSIEME PER UN FUTURO OCCUPAZIONALE MIGLIORE!!!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 21 Nov 2025 22:58:03 +0100</pubDate>
                        <title>MINISTERO DELLA CULTURA: STREPITOSA VITTORIA USB P.I. AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI REGGIO CALABRIA!!! USB P.I. CONTESTA SEGNI DI RICONOSCIMENTO NEL VOTO  E OTTIENE UN SECONDO SEGGIO NELLA RSU</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/ministero-della-cultura-strepitosa-vittoria-usb-pi-al-museo-archeologico-nazionale-di-reggio-calabria-usb-pi-contesta-segni-di-riconoscimento-nel-voto-e-ottiene-un-secondo-seggio-nella-rsu-2315.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>MINISTERO DELLA CULTURA: STREPITOSA VITTORIA USB P.I. AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI REGGIO CALABRIA!!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>USB P.I. CONTESTA SEGNI DI RICONOSCIMENTO NEL VOTO </strong></p>
<p class="text-center"><strong>E OTTIENE UN SECONDO SEGGIO NELLA RSU</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Immensa soddisfazione per la vittoria dell’USB P.I. al Museo Archeologico dopo che il Tribunale di Reggio Calabria ha rigettato il ricorso presentato dall’O.S. UIL P.A., confermando la STORICA CONQUISTA di un secondo SEGGIO USB P.I. all’interno della RSU del Museo.</p>
<p class="text-justify">Durante le scorse elezioni RSU del 14, 15 e 16 aprile u.s. avevamo contestato l’irregolarità di una scheda recante evidenti segni di riconoscimento, ma ritenuta valida dal seggio elettorale durante lo spoglio, in aperta violazione delle indicazioni di voto fornite agli elettori e delle norme condivise da tutte le OO.SS. con l’Accordo Quadro del 12 aprile 2022.</p>
<p class="text-justify"><strong>Tale irregolarità aveva addirittura sovvertito l’esito del voto, producendo l’assegnazione in forma residuale di un seggio al candidato di un’altra O.S., ovvero la UIL P.A., che aveva addirittura riportato</strong><em><strong> </strong></em><strong>UNA</strong><strong> </strong><strong>SOLA PREFERENZA</strong><strong> !!!, nonostante i lavoratori si fossero invece espressi con ben altri numeri a favore dei candidati USB P.I.</strong></p>
<p class="text-justify">Noi, a tutela della segretezza del voto e del diritto di tutti i lavoratori ad esprimersi liberamente nella scelta di chi li rappresenta, abbiamo fatto ricorso al Comitato dei Garanti costituito presso l’Ispettorato del Lavoro, che ci aveva dato ragione confermando la nullità del voto e l’attribuzione del seggio alla nostra O.S. Una decisione arrivata ben oltre i limiti stabiliti dalle norme, a causa dei numerosi tentativi della controparte di delegittimare la nostra rappresentanza nel Comitato e di limitare la nostra libertà di difesa.</p>
<p class="text-justify">Ma c’è di più: la UIL P.A., nel disprezzo delle regole condivise da tutte le OO.SS. con l’Accordo Quadro di cui sopra in materia di elezioni RSU, adducendo cavilli procedurali, ha deciso di proseguire nella sua prova di forza proponendo addirittura ricorso all’Autorità Giudiziaria, trasformando l’azione sindacale, da attività a tutela di chi lavora a strumento per rimarcare il proprio potere.</p>
<p class="text-justify">Nonostante ciò, anche <strong>i Giudici del tribunale di Reggio Calabria ci hanno dato ragione, confermando che le nostre contestazioni sulla nullità del voto erano fondate, e soprattutto tutelando la volontà degli elettori che si erano espressi a favore dell’USB P.I., confermando l’attribuzione de seggio RSU alla nostra O.S.</strong></p>
<p class="text-justify">Si tratta di un importantissimo risultato, frutto della professionalità e dello spirito di sacrificio di tutta la squadra USB P.I. del Museo di Reggio che, insieme al prezioso lavoro dell’Avv. Francesco Auricchiella, ha sempre creduto nella Victoria finale. Si rafforza così ulteriormente la rappresentanza del nostro sindacato all’interno di uno dei Musei archeologici più importanti d’Italia, quello di Reggio Calabria.</p>
<p class="text-justify">L'USB P.I. ribadisce un impegno incrollabile e una posizione chiara: siamo sempre dalla parte di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, contrastando ogni forma di controllo, ricatto, minacce, intimidazioni e tentativi, da parte di chiunque, di creare sistemi di potere sulla pelle di chi lavora!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><a  name="_GoBack"></a> <strong>SEMPRE DALLA PARTE DEI LAVORATORI!! ADERITE ALLA NOSTRA O.S.!!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 13:52:02 +0100</pubDate>
                        <title>SFASCISTA E SINDACALISTA GIALLO, EMBLEMA DEL SINDACALISMO “AUTONOMO”!!</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/sfascista-e-sindacalista-giallo-emblema-del-sindacalismo-autonomo-1354.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>SFASCISTA E SINDACALISTA GIALLO, EMBLEMA DEL SINDACALISMO “AUTONOMO”!!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB P.I. MiC riceve da molti luoghi culturali notizie allarmanti che vedono coinvolto un sindacalista, segretario nazionale aggiunto, spesso sempre lo stesso, in comportamenti vessatori e autoritari nei confronti di quelle RSU che NON rappresentano la maggioranza della sua O.S. sedicente autonoma, e dei suoi compiacenti colleghi all’interno della stessa.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Il suo atteggiamento qualunquista, corporativo e irrispettoso, è noto e risaputo, ma negli ultimi mesi si sono aggiunte le continue contraddizioni con cui questo “sindacalista” difende tutto e il contrario di tutto, raggiungendo toni esasperanti.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">In alcuni musei, gallerie, direzioni regionali, soprintendenze e istituti vari, questo personaggio<strong> denuncia l’attività dei colleghi,</strong> invocando metaforicamente contro di loro il “largo ai giovani”, per spianare in realtà la strada ai propri iscritti e propri protetti.</p>
<p class="text-justify">Sempre lui, in altri luoghi culturali del MiC, <strong>protegge gli incarichi </strong>ricoperti da anni dai propri iscritti, spesso <strong>con rinnovi ad hoc</strong> che non hanno visto nuovi e regolari interpelli; con la <strong>piaggeria</strong> nei confronti delle amministrazioni periferiche di turno e con la <strong>disinformazione</strong> nei confronti dei lavoratori. Sic!!</p>
<p class="text-justify">Ha sollecitato, su più tavoli di trattiva sindacale territoriale i dirigenti ad attivare atteggiamenti autoritari volti a silenziare e prevaricare le RSU laddove queste esprimano posizioni diverse e poco gradite o svolgano un’opposizione attiva contro le sue manovre personalistiche e di convenienza “partitica”.</p>
<p class="text-justify">Diverso è il suo comportamento nel momento in cui la sua sigla ha la maggioranza dei componenti della RSU, nella specie insiste e riconosce la collegialità e la centralità nel dibattito.</p>
<p class="text-justify">Nella scelta se stare dalla parte dei lavoratori o dalla parte delle amministrazioni, <strong>il rappresentante di questo sindacato di comodo non ha dubbi: si schiera con le direzioni</strong> nella speranza di avere agevolazioni per i propri iscritti, ostracizzando nel frattempo gli oppositori.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>USB invita tutti i lavoratori e le lavoratrici del MiC nonché le RSU, elette democraticamente nei luoghi di lavoro, a diffidare da certi personaggi e denunciare eventuali ulteriori comportamenti che travalicano il rispetto, il buon senso e la correttezza nelle relazioni sindacali e personali.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>USB SEMPRE DALLA STESSA PARTE QUELLA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI!!!</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>ADERITE ALLA NOSTRA O.S. INSIEME SIAMO IMBATTIBILI!!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153991</guid>
                        <pubDate>Thu, 13 Nov 2025 08:10:50 +0100</pubDate>
                        <title>MINISTERO DELLA CULTURA: NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE – FAMIGLIE PROFESSIONALI - I NODI VENGONO AL PETTINE!!</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/ministero-della-cultura-nuovo-ordinamento-professionale-famiglie-professionali-i-nodi-vengono-al-pettine-0814.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>MINISTERO DELLA CULTURA: NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE – FAMIGLIE PROFESSIONALI</strong> <strong>- I NODI VENGONO AL PETTINE!!</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify">Le lavoratrici e i lavoratori non dimenticano e ricordano che l'accordo sulle famiglie professionali in vigore dal mese di luglio 2023, l’USB P.I. MiC non l’ha sottoscritto dimostrando che la nostra scelta era quella giusta!</p>
<p class="text-justify">Le cinque famiglie professionali, materia di contrattazione, non erano sufficienti a garantire la specificità delle diverse professionalità e competenze!</p>
<p class="text-justify">Era un’occasione importante per disegnare una struttura organizzativa e professionale nuova e adeguata ai tempi, che potesse conciliare quelle esigenze di un sistema flessibile richiesto dalla parte datoriale con le necessarie tutele e prerogative dovute ai lavoratori sia riguardo l’ordinario svolgimento della propria attività lavorativa che all’evoluzione e ai percorsi di crescita professionale a cui tutti, legittimamente, aspirano.</p>
<p class="text-justify">Avevamo segnalato le criticità e i pericoli nei nostri comunicati sindacali di quel periodo pubblicati sul nostro sito <a href="mailto:beniculturali@usb.it">beniculturali.usb.it</a> , di un sistema definito per aree e in cui le famiglie professionali costituiscono l’unico elemento di gradualità delle mansioni e della esigibilità delle stesse da parte del datore di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Per questo era necessario definire e strutturare tutto con equilibrio evitando, soprattutto, grandi aggregazioni come la famiglia tecnico-specialistica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale coinvolge 13-15 professionalità!</p>
<p class="text-justify">Purtroppo le scelte condivise e approvate a maggioranza sia al tavolo tecnico che a quello sindacale, sono andate verso un’altra direzione.</p>
<p class="text-justify">Quell'accordo, l’hanno sottoscritto <em>tutte le OO.SS. ad eccezione della nostra</em>, le stesse che oggi alzano la voce rendendosi conto di essere senza difese di fronte a scelte politiche-amministrative unilaterali, che non tengono assolutamente conto delle esigenze dei lavoratori come anche dello stesso Ministero.</p>
<p class="text-justify">Le 10 famiglie proposte da USB ad inizio lavori e le successive 7 durante gli innumerevoli incontri tecnici, avrebbero, a monte, garantito le specificità professionali e avrebbero messo al sicuro il funzionamento del MiC oltre a garantire Diritti, Professionalità, Dignità dei lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Adesso siamo costretti a lottare ancora, è nel nostro dna sindacale, e non abbassare la guardia nonostante il ritiro della circolare ministeriale sul nuovo ordinamento professionale, per avere il giusto riconoscimento all’impegno quotidiano di ogni dipendente del Ministero, cercando di parare i colpi di una politica che ha obiettivi diversi dalla crescita professionale e della valorizzazione del lavoro del proprio personale.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>SEMPRE DALLA PARTE DEI LAVORATORI!! ADERITE ALLA NOSTRA O.S.!!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>INSIEME SIAMO IMBATTIBILI!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>ADERITE AL NOSTRO SCIOPERO GENERALE DEL 28 E ALLA MANIFESTAZIONE DEL 29 NOVEMBRE 2025!!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 20:14:51 +0100</pubDate>
                        <title>VITTORIA USB: UNITI SI VINCE!!! LA LOTTA PAGA!!!</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/vittoria-usb-uniti-si-vince-la-lotta-paga-2019.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>VITTORIA USB: UNITI SI VINCE!!! LA LOTTA PAGA!!!</strong></p>
<p class="text-justify">L'USB (Unione Sindacale di Base) comunica con grande soddisfazione che l'assemblea dei lavoratori, durata quattro ore, e il susseguente corteo dentro il Parco Archeologico di Pompei diretto all’ufficio del Dirigente Generale, tenutisi nella giornata di ieri 03 novembre u.s. hanno portato risultati immediati.</p>
<p class="text-justify">Le lavoratrici e i lavoratori del GRUPPO ISSITALIA, che gestisce il servizio di pulizia, attendevano con preoccupazione la risoluzione del mancato pagamento dello stipendio di settembre u. s. che finalmente è arrivata in data odierna con la retribuzione del salario mensile dovuto.</p>
<p class="text-justify">Questo importante risultato è il frutto diretto della mobilitazione e della partecipazione compatta dei lavoratori all'assemblea indetta dalla nostra O.S. L'azione collettiva si è dimostrata, ancora una volta, lo strumento più efficace per la tutela del salario, diritti e dignità.</p>
<p class="text-justify">L'USB ribadisce il suo impegno incrollabile e la sua posizione chiara: saremo sempre dalla parte e a sostegno di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, contrastando ogni forma di ricatto, minacce, intimidazioni, discriminazioni, inadempienze e tentativi da parte del responsabile di cantiere di dividere l’unità delle lavoratrici e dei Lavoratori. Un ringraziamento a TUTTE/I che hanno partecipato e solidarizzato a questo momento di mobilitazione.</p>
<p class="text-justify">Un riconoscimento all’impegno e alla partecipazione attiva e diretta del Dirigente Generale del Parco e del RUP della commessa, per risolvere il contenzioso in tempi rapidi.</p>
<p class="text-justify">Questa vittoria appartiene all’UNITA’ dei lavoratori e lavoratrici che quotidianamente svolgono le proprie mansioni, da almeno venti anni, con diligenza e responsabilità per tenere alta l’immagine del Parco e dimostrare la loro dignità per il lavoro anche se sottopagato e reso povero dai padroni.</p>
<p class="text-center"><strong>BASTA CON GLI APPALTI CHE PORTANO PRECARIETA’ E CRITICITA’ SALARIALI!!!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>INTERNALIZZAZIONI DI SERVIZI ATTIVITA’ E LAVORATORATRICI/I!!! </strong></p>
<p class="text-center"><strong>ADERITE ALL’USB!!! UNITI SIAMO IMBATTIBILI!!! </strong></p>
<p class="text-center"><strong>AVANTI TUTTA!!! INDIETRO NON SI TORNA!!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153844</guid>
                        <pubDate>Wed, 29 Oct 2025 21:24:31 +0100</pubDate>
                        <title>PIATTAFORMA USB P.I. MiC 2025</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/piattaforma-usb-pi-mic-2025-2129.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>ABBASSATE LE ARMI! ALZATE I SALARI! NO ALL’ECONOMIA DI GUERRA!
AUMENTIAMO SALARI, PENSIONI, SICUREZZA, SANITA’, DIRITTI E WELFARE!
</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>PIATTAFORMA USB P.I. MiC 2025</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>ABBASSATE LE ARMI! ALZATE I SALARI! NO ALL’ECONOMIA DI GUERRA!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>AUMENTIAMO SALARI, PENSIONI, SICUREZZA, SANITA’, DIRITTI E WELFARE!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>SIAMO ORGOGLIOSI E COSCIENTI DELLA FORZA CRESCENTE DEL NOSTRO SINDACATO CHE HA PROCLAMATO IN POCHI GIORNI DUE SCIOPERI GENERALI, CONTRIBUENDO A PORTARE IN PIU' DI 110 PIAZZE IN ITALIA UNA OCEANICA PARTECIPAZIONE DI POPOLO CONTRO IL GENOCIDIO ISRAELIANO A GAZA, IN DIFESA DEL POPOLO PALESTINESE, RIAFFERMANDO LA NECESSITA' DI UN MONDO FATTO DI GIUSTIZIA SOCIALE E SENZA DISUGUAGLIANZE PER TUTTE/I.</strong></p>
<p class="text-justify">Questo è anche il mondo disegnato dalla nostra Costituzione nata dalla Resistenza e dalla vittoria sul Nazifascismo. Dobbiamo favorire la presa di coscienza di lavoratori e lavoratrici, insieme reagire a quest’ondata di populismo fascista che pervade il mondo e minaccia la democrazia e la libertà a partire dai luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Vogliamo qui presentare i punti della nostra <strong>PIATTAFORMA RIVENDICATIVA</strong> del nostro settore per la stagione che abbiamo davanti, premettendo che appare quantomai necessaria oggi una legge sulla <strong>RAPPRESENTANZA SINDACALE</strong> che riconosca diritti e prerogative uguali per tutti i sindacati maggiormente rappresentati nelle varie categorie nel mondo del privato e nei comparti del Pubblico Impiego. Basta all’obbligo della firma sui CCNL per avere il diritto di stare sui tavoli di trattativa a vari livelli, per rappresentare, rivendicare e tutelare i pochi diritti rimasti ai lavoratori.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>Assunzioni e Piano Occupazionale: </strong>vero e<strong> </strong>stabile, non precario e insufficiente, a copertura del fabbisogno degli Istituti;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Stabilizzazioni: </strong>per<strong> </strong>i lavoratori e le lavoratrici con contratti di lavoro precario a tempo determinato e part time “ex Tirocinanti”, essendo ormai parte integrante nei vari luoghi culturali garantendo il funzionamento, la tutela, la fruizione e la valorizzazione;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Piante Organiche: </strong>riteniamo che debbano tenere conto delle esigenze effettive dei singoli Istituti a garanzia di servizi pubblici efficaci che rispondano alle aspettative dell’utenza;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Mobilità Volontaria:</strong> conferma della mobilità ordinaria territoriale per ogni anno e straordinaria, anche immediata, dando la possibilità di esprimere preferenza anche per più di una destinazione per garantire ai lavoratori che prestano servizio negli istituti di nuova costituzione e/o accorpati dopo la riforma del MiC così come quelli lontani dalla propria residenza originaria, di scegliere il loro futuro professionale e familiare;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Neoassunti</strong>: eliminare il vincolo triennale sulla mobilità e investire fondi per facilitazioni legate all'abitare fuori residenza, visto che sono stati temi con un forte peso sulle rinunce al posto di lavoro. Allo stesso modo è necessario eliminare le discriminazioni ancora presenti nel CCNL verso i neoassunti, a partire dal differenziale stipendiale per passare ai giorni di ferie annuali uguali per tutti e tutte.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Progressioni economiche:</strong> devono essere annuali e devono riguardare tutto il personale. <strong>È necessario rivedere la misurazione delle “performance</strong>” che a tutt’oggi non ha un sistema di misurazione obiettivo e penalizza molte categorie di lavoratori.&nbsp; Noi riteniamo che debba essere valutata collettivamente cioè al raggiungimento dell’obiettivo dell’Istituto poiché tutti hanno lavorato per ottenere il risultato;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Formazione Obbligatoria:</strong> formazione per tutte/i, mirata alla crescita professionale individuale e collettiva dei dipendenti. Deve essere fatta all’interno dell’orario di lavoro, garantendo in ogni Istituto i mezzi e i tempi necessari, con la retribuzione intera, comprensiva di tutte le indennità previste specie quella della turnazione;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Festivo infrasettimanale:</strong> il diritto al festivo infrasettimanale è un diritto di tutti i lavoratori compresi i turnisti, quindi, nella settimana lavorativa in cui ricorre questa festività i lavoratori non previsti in servizio hanno il diritto a usufruire del giustificativo “F” nel sistema di rilevamento delle presenze e comunque alla riduzione dell’orario lavorativo settimanale;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Riconoscimento delle Posizioni Organizzative: </strong>abbiamo sempre sostenuto che le Posizioni Organizzative della III Area (Funzionari) devono essere a rotazione per tutti quelli che ne hanno il diritto, ma le somme necessarie debbono essere prelevate dal FRD dei dirigenti e non da quello dei tabellati, visto che svolgono mansioni e responsabilità dirigenziali. Mentre per le prestazioni di responsabilità previste per il personale della II Area (Assistenti) con incarichi non superiori a un anno, deve essere prevista con procedure trasparenti, e volendo anche a rotazione, la possibilità di partecipazione di tutto il personale compresi i nuovi assunti che abbiano superato il periodo di prova previsto dal contratto;</li> 	<li class="text-justify"><strong>FRD del 2025</strong>: le eventuali somme accantonate e non spese, devono andare a incrementare gli importi previsti per i progetti locali del 2025 e/o in alternativa a quelli previsti per le progressioni economiche sempre per il 2025;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Pagamenti Vari: </strong>necessita un intervento politico – amministrativo contabile per adeguare e snellire le procedure<strong> </strong>per il pagamento<strong> </strong>delle competenze accessorie, quali turnazioni, progetti nazionali/locali, valorizzazione e in conto terzi etc.;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Monitoraggio delle attività extra:</strong> riferite a Conto terzi, ex Dl 104, valorizzazione etc. etc. svolte dai lavoratori con la pubblicazione dei resoconti, anche mensili, in modo che tutti i dipendenti e le amministrazioni abbiano un quadro in tempo reale dell’uguale distribuzione dei turni e degli importi;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Smart working, coworking e telelavoro:</strong> autorizzare queste tipologie di lavoro a tutti coloro che abbiano necessità e ne facciano debitamente richiesta, anche a totale copertura dell’orario settimanale. Fissando contemporaneamente in maniera chiara le garanzie contrattuali a partire da buono pasto, diritto alla disconnessione ecc;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Sicurezza e benessere lavorativo:</strong> questa materia è sensibile e deve essere sottoposta a controllo permanente mentre molti dirigenti sottovalutano i rischi, soprattutto quelli legati al cambiamento climatico e allo stress termico estivo, specie in istituti con zone all’aperto.&nbsp; La salute, sicurezza e il benessere delle lavoratrici e lavoratori NON sono negoziabili, vanno difesi anche facendo riferimento alle autorità preposte nel caso in cui non venga rispettata la normativa vigente;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Rispetto delle differenze di genere</strong>: combattendo gli atteggiamenti sessisti in tutti i contesti lavorativi e spingendo per l'adozione di misure che garantiscano un trattamento equo per tutte e tutti sotto l'aspetto economico, professionale ed umano;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Organizzazione del lavoro</strong>: è necessario cercare di riappropriarsi di questa parte della contrattazione che in questi anni è stata lasciata completamente nelle mani della dirigenza, e che invece incide sulla quotidianità del personale anche nei tavoli locali (orari, organizzazione uffici, criteri di conferimento incarichi);</li> 	<li class="text-justify"><strong>Famiglie Professionali</strong>: ribadiamo la necessità di rivedere le famiglie professionali, noi ne avevamo proposte 7 anziché le attuali 5, per garantire a tutti i dipendenti la possibilità di una crescita professionale coerente e limitare l'assegnazione di mansioni distanti dalle proprie competenze;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Biblioteche, Archivi e Istituti Centrali dotati di Autonomia:</strong> questi Istituti subiscono da anni un forte ridimensionamento sia negli investimenti che nei numeri di lavoratori, è necessaria una inversione di tendenza in considerazione della loro importanza come luoghi della memoria storica e non solo (Biblioteche e Archivi) e delle loro competenze nei vari campi (Tutela, Restauro, Conservazione ecc.)</li> 	<li class="text-justify"><strong>Reinternalizzazioni </strong>di attività, servizi e lavoratori delle società concessionarie e non solo, dei servizi aggiuntivi<strong> </strong>presso gli istituti del MiC in prima battuta tramite la società a totale partecipazione pubblica Ales Spa;</li> 	<li class="text-justify"><strong>Riconoscimento di una prerogativa nei bandi di concorso del MiC </strong>per il lavoro svolto da tutti i lavoratori dipendenti delle società, cooperative e/o altro all’interno del MiC, specie per quelli della società Ales.</li> </ul><p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>BUON LAVORO!! UNITI SIAMO IMBATTIBILI!!</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 05 Oct 2025 13:27:46 +0200</pubDate>
                        <title>UN POPOLO INDIGNATO IN CERCA DI NUOVI RIFERIMENTI</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/default-ca7124b853-1331.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>UN POPOLO INDIGNATO IN CERCA DI NUOVI RIFERIMENTI</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>&nbsp;</strong><strong><em>Nazionale</em></strong><em>&nbsp;-&nbsp;sabato, 4 ottobre 2025</em></p>
<p class="text-justify">Non è un fatto occasionale. Due scioperi generali nel giro di undici giorni riusciti come non riuscivano da alcuni decenni, centinaia di piazze di enormi dimensioni, ripetute manifestazioni imponenti in tutte le principali città del Paese e una mobilitazione diffusa che coinvolge anche i centri minori, ci dicono che siamo in presenza di qualcosa di profondo e duraturo, di una scossa tellurica destinata a cambiare il corso delle cose.</p>
<p class="text-justify">L’indignazione per come il governo sta gestendo le relazioni con Israele e per la sua conclamata complicità con un sistema genocida costituiscono il fattore scatenante. Orrore di fronte al massacro ripetuto e rivendicato da un lato e disgusto per la ripetuta ipocrisia di chi ci governa sono gli ingredienti di una mobilitazione che non accenna a fermarsi, anzi aumenta di intensità.</p>
<p class="text-justify">Ma, non c’è dubbio, il vecchio quadro sindacale e politico a disposizione, quello che comunemente si chiama da un po’ di tempo “campo largo”, non dispone oggi né della credibilità né dell’autorevolezza per esprimere i sentimenti che questo fiume in piena sta manifestando. Anzi, l’accusa di ipocrisia e di complicità finisce per lambire anche la stessa opposizione che non a caso, quasi in extremis, è andata via via cambiando la propria posizione per cercare di rincorrere affannosamente l’indignazione popolare.</p>
<p class="text-justify">La gente in piazza, diciamolo con chiarezza, letteralmente non ne può più. Ma siccome non ha trovato riferimenti nel mondo politico e sindacale, è rimasta a lungo silente, subendo passivamente il decadimento della vita politica, l’arretramento dei diritti e il peggioramento delle condizioni sociali.</p>
<p class="text-justify">Ora improvvisamente si aggrappa ad un soggetto che appare sulla scena e rompe quasi d’incanto l’ipocrisia generale. E’ un urlo il segnale e a lanciarlo sono i portuali del Calp a Genova: blocchiamo tutto. Poi, a seguire, si materializza nello spazio pubblico un reticolo di soggetti giovanili e politici, ancora piccoli ma diffusi in tutta la penisola. E dal mondo sindacale emerge un’organizzazione, l’USB, che dimostra di avere le idee chiare, la giusta determinazione ed anche alcuni strumenti per mettere in pratica quello che dichiara. E il popolo, che non ne può più, ci si aggrappa per esplodere.</p>
<p class="text-justify">La marea che attraversa il Paese non ha riferimenti e non si fida più di quelli che aveva. In tanti ancora hanno in tasca la vecchia tessera e ascoltano i discorsi stanchi dei leader di un’opposizione incoerente e logora. Li ascoltano perché non hanno altro da ascoltare, ma non gli credono più.</p>
<p class="text-justify">Per l’USB è un’occasione storica, diventare il nuovo riferimento sindacale di un popolo che ha perso fiducia nell’importanza dell’organizzazione sindacale, della difesa e della rappresentanza collettiva. Un’impresa enorme, molto al di sopra delle nostre forze. Ma quello che fino a ieri sembrava impossibile, rompere la gabbia di un sistema bloccato da decenni, ora è diventato un obiettivo realistico.</p>
<p class="text-justify">Quell’indignazione che oggi respiriamo a pieni polmoni nelle piazze è figlia di un grande malessere sociale che va organizzato e trasformato in forza stabile. A partire dai posti di lavoro, è ora di far partire un’ondata che leghi la lotta contro il riarmo ai temi del salario, delle condizioni di lavoro e della difesa dei servizi pubblici e del welfare universale. Passare dall’indignazione alla lotta organizzata. Diventare punto di riferimento vero e stabile, dare a tanti, tantissimi, la possibilità di tornare a credere nell’importanza dell’organizzazione collettiva.</p>
<p class="text-justify">C’è un elemento importante di cui tenere conto: attraverso l’USB tornano protagonisti i lavoratori, gli operai, quelli che sembravano essere usciti definitivamente di scena. La loro presenza dà fiducia al movimento che si è messo in moto, incoraggia i giovani e assicura la giusta determinazione e responsabilità nel portare avanti la lotta. Il protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici è un elemento fondamentale di questo movimento, la sua forza più rilevante. Nell’alleanza tra lavoratori e giovani, tra operai e studenti, i giovani costituiscono il fattore dinamico ma i lavoratori sono la possibilità del cambiamento. Ciò che può rendere possibile bloccare tutto per cambiare tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 01 Oct 2025 18:06:54 +0200</pubDate>
                        <title>IN RICORDO DI GIAN GUIDO, RAPPRESENTANTE SINDACALE USB P. I. DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI CERVETERI E TARQUINIA</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/in-ricordo-di-gian-guido-nostro-iscritto-e-rappresentante-sindacale-usb-p-i-del-parco-archeologico-di-cerveteri-e-tarquinia-1814.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>IN RICORDO DI GIAN GUIDO,&nbsp; RAPPRESENTANTE SINDACALE USB P. I. DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI CERVETERI E TARQUINIA</strong></p>
<p class="text-justify">È con gli occhi lucidi e il cuore a pezzi che ci troviamo a scrivere della prematura scomparsa, avvenuta lo scorso 26 settembre, del nostro caro compagno Gian Guido, strappatoci via troppo presto da un malore improvviso arrivato come un ladro nella notte. Siamo stati privati in maniera ingiusta di un collega, di un sindacalista, di un amico. Una persona che si è sempre battuta per un mondo e un posto di lavoro migliore, avendo come punti fermi quello della sicurezza dei lavoratori e di una organizzazione del lavoro a misura d'uomo, rammentando quel sacrosanto principio da troppi dimenticato o trascurato: si lavora per vivere, non si vive per lavorare. Ma sarebbe impossibile condensare in poche righe l'Uomo che abbiamo avuto il privilegio di conoscere, di incontrare sul posto di lavoro, di incrociare lungo il cammino della nostra vita. La sua umanità e il suo profondo senso di giustizia erano noti a tutti, anche a quelli a cui era inviso, che lo guardavano dall'alto dei loro castelli di carta costruiti di illusioni e fondati sul nulla.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Perché Gian Guido in fin dei conti era questo, un buon uomo, ma soprattutto un uomo buono.</p>
<p class="text-justify">Noi, che gli eravamo vicini, che condividevamo le sue idee di giustizia, non possiamo far altro che continuare quello che aveva iniziato. Lui ci ha guidati su quella strada con il suo esempio, adesso tocca a noi.</p>
<p class="text-justify">Ciao Gian Guido, continueremo ad aspettarti tutte le mattine per vederti varcare quel cancello insieme a noi.</p>
<p class="text-justify">Ci mancherai tanto.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 26 Sep 2025 21:53:41 +0200</pubDate>
                        <title>USB RISPONDE A ZANGRILLO: 22 SETTEMBRE PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA, CONTINUIAMO A MOBILITARCI FINO A CHE LA PALESTINA NON SARÀ LIBERA</title>
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		                        		https://beniculturali.usb.it/leggi-notizia/usb-risponde-a-zangrillo-22-settembre-partecipazione-straordinaria-continuiamo-a-mobilitarci-fino-a-che-la-palestina-non-sara-libera-2158.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Al Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo</p>
<p class="text-justify">Abbiamo letto con stupore e indignazione le dichiarazioni che Lei ha rilasciato commentando lo sciopero generale indetto dall' Usb il 22 settembre.</p>
<p class="text-justify">Nelle sue dichiarazione si scaglia (ci consenta di dirLe in maniera scomposta e rabbiosa) contro quella che è stata una straordinaria giornata di mobilitazione nella quale più di un milione di persone è sceso in piazza per denunciare il genocidio che lo Stato di Israele sta portando avanti in Palestina e solidarizzare con la missione politico umanitaria della Global Sumud Flotilla che, proprio in questi giorni, è oggetto di un barbaro attacco da parte di Israele. Non possiamo pensare che Lei e il Governo del quale fa parte non si sia accorto di ciò che quella giornata ha espresso in termini di partecipazione segnando la chiara distanza tra il paese reale e le politiche del Governo.</p>
<p class="text-justify">Noi crediamo che un esponente del Governo invece di esasperare e utilizzare strumentalmente episodi assolutamente marginali e contenuti, dovrebbe piuttosto riflettere sulla portata di quella giornata e ascoltare la richiesta che è stata chiaramente rivolta al Suo Governo: interrompere ogni relazione militare, commerciale e non, con uno Stato protagonista di un genocidio oramai riconosciuto anche dalla Commissione d'inchiesta dell'ONU.</p>
<p class="text-justify">Quella straordinaria giornata di mobilitazione ha visto registrare un'alta adesione e partecipazione alle oltre 80 manifestazioni anche da parte di quel popolo di lavoratrici e lavoratori pubblici, che Lei dovrebbe rappresentare, che hanno deciso di incrociare le braccia perché si sono rifiutati di lavorare per uno Stato che non solo vende armi e collabora a tutti i livelli con Israele, ma che destina decine e decine di miliardi alla folle corsa al riarmo invece di destinarle ad assicurare diritti sociali, salari dignitosi e servizi pubblici.</p>
<p class="text-justify">Una consapevolezza, quella espressa dalle lavoratrici e dai lavoratori pubblici, assolutamente in linea con la Costituzione, che dovrebbe essere il faro delle politiche di qualsiasi Governo e che indica chiaramente e inequivocabilmente che la funzione di uno Stato dovrebbe essere orientata in termini sociali e non in chiave bellica.</p>
<p class="text-justify">Fa specie, nelle Sue dichiarazioni, sentire il richiamo al diritto di sciopero costituzionalmente garantito: vorremmo che alle Sue parole seguissero i fatti, a partire dall'inadempimento di tante Amministrazioni che non hanno comunicato al personale interessato lo sciopero indetto il 22 settembre, probabilmente nel vano tentativo di limitarne l'adesione. Infine ci strappa un amaro sorriso il suo riferimento alle drammatiche ore che vivono le comunità in alcune regioni del Nord a causa del maltempo e che lei mette strumentalmente in relazione con la giornata del 22 settembre.</p>
<p class="text-justify">Sig. Ministro quelle difficoltà non sono il prodotto di una strana congiuntura astrale ma il risultato di politiche, messe in campo anche dal Suo Governo, che non hanno mai investito sulla messa in sicurezza dei territori per fare fronte al dissesto idrogeologico: risorse che ora saranno ulteriormente ridotte perché la Vostra scelta è quella di investire nell'industria bellica. Se ne faccia una ragione Sig. Ministro: continueremo a scioperare, a mobilitarci e a bloccare tutto finché non cesserà il genocidio del popolo palestinese e finché gli aiuti umanitari della Global Sumud Flotilla non arriveranno a Gaza.</p>
<p class="text-justify">Noi ci rifiutiamo di lavorare per la guerra e la barbarie.</p>
<p class="text-justify">Noi vogliamo restare umani.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Roma 26 settembre 2025&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Sep 2025 17:18:19 +0200</pubDate>
                        <title>IL PUBBLICO IMPIEGO AL FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E IN SOLIDARIETÀ CON LA GLOBAL SUMUD FLOTTILLA: SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA GIORNATA DEL 22 SETTEMBRE!</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>IL PUBBLICO IMPIEGO AL FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E IN SOLIDARIETÀ CON LA GLOBAL SUMUD FLOTTILLA: SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA GIORNATA DEL 22 SETTEMBRE!</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong><em>Roma</em></strong><em>&nbsp;-&nbsp;venerdì, 5 settembre 2025</em></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Revocato lo sciopero di categoria del 17 settembre per confluire dentro quello generale proclamato dalla confederazione dell'intera giornata del 22 settembre.</strong></p>
<p class="text-justify">(in allegato la proclamazione dello sciopero e l'adesione dell'USB Pubblico Impiego)</p>
<p class="text-justify">L'intensificarsi del genocidio del popolo palestinese e gli attacchi alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla hanno reso necessario&nbsp;e non più rinviabile uno sciopero generale&nbsp;dell'intera giornata di tutto il mondo del lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>&quot;Se attaccano la Flotilla blocchiamo tutto&quot;&nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify">Anche noi dipendenti pubblici raccogliamo e facciamo nostro questo messaggio forte e chiaro, lanciato dai portuali USB di Genova consapevoli di questa necessità dinanzi al genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato terrorista di Israele.</p>
<p class="text-justify">Bloccare tutto significa collocare il mondo del lavoro sul piano piû alto dello scontro oggi in atto nel paese e nel mondo, schierandosi dalla parte della pace, del disarmo e rivendicando uno Stato che fornisca servizi e welfare e non armi per seminare morte e distruzione.</p>
<p class="text-justify">Ê soprattutto in questo passaggio che si colloca la decisione del Pubblico Impiego di revocare lo sciopero del pubblico impiego di 1 ora del 17 settembre e convergere nello sciopero generale dell'intera giornata del 22 settembre proclamato dalla Confederazione USB,&nbsp;fermo restando che in caso di altri attacchi alla Flotilla la data e le modalità dello sciopero potrebbero subire variazioni.</p>
<p class="text-justify">La solidarietà e la riuscita della missione politica umanitaria della Global Sumud Flotilla dipendono anche da quello che da terra riusciremo a mettere in campo.</p>
<p class="text-justify">E noi come dipendenti pubblici dobbiamo essere l'equipaggio di terra in difesa della nostra funzione sociale orientata alla pace e a fornire servizi pubblici, contro chi vuole modificare la natura e la forma dello Stato in chiave bellica.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Lo faremo concretamente chiedendo a tutte le amministrazioni pubbliche, in ogni ambito - a partire da Università, Sanità, Ricerca - di interrompere ogni relazione istituzionale, commerciale, accademica e scientifica con lo stato genocida di Israele e di sottrarsi ad una complicità imperdonabile e assassina.</p>
<p class="text-justify">Adesso ê il momento di bloccare tutto e dare un segnale inequivocabile anche da parte di lavoratrici e lavoratori pubblici</p>
<p class="text-justify"><strong>22 settembre sciopero generale dell'intera giornata.</strong></p>
<p class="text-justify">A fianco del popolo palestinese e della missione della Global Sumud Flotilla, contro il genocidio perpetrato dallo Stato di Israele, blocchiamo tutto!</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB P.I. </strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 01 Sep 2025 19:16:50 +0200</pubDate>
                        <title>LE MINACCE DI ISRAELE SONO IL SEGNO DELLA FORZA DELLA FLOTILLA: USB PRONTA A DIFENDERLA CON OGNI MEZZO A DISPOSIZIONE</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>LE MINACCE DI ISRAELE SONO IL SEGNO DELLA FORZA DELLA FLOTILLA: USB PRONTA A DIFENDERLA CON OGNI MEZZO A DISPOSIZIONE</strong></p>
<p><strong><img id="Immagine_x0020_2" src="file:///C:/Users/Paolo/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image002.jpg" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong><em>Roma</em></strong><em>&nbsp;-&nbsp;lunedì, 1 settembre 2025</em></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Le minacce del ministro israeliano agli attivisti della Global Sumud Flotilla sono un gravissimo atto di intimidazione e la conferma della natura criminale del governo israeliano. Ma sono anche il segnale della preoccupazione che serpeggia nel governo di Netanyahu per una iniziativa umanitaria che sta mobilitando centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo e che ogni ora cresce di intensità. Dove non sono arrivati i governi possono arrivare i popoli e, in questo momento, gli attivisti che salperanno per Gaza rappresentano la spinta che viene dai cinque continenti a fermare la barbarie.</p>
<p class="text-justify">Questa iniziativa è piena di incognite, lo sapevamo. E come hanno preannunciato i portuali sabato sera alla fiaccolata di Genova, dobbiamo essere pronti a reagire con tutte le forme di lotta a nostra disposizione. L’USB ha già risposto all’appello che è partito dal porto di Genova ed è pronta alla mobilitazione in difesa della Flotilla e delle tonnellate di aiuti che dovranno raggiungere la popolazione di Gaza. I lavoratori possono svolgere una funzione determinante nel condizionare lo sviluppo della situazione e farsi interpreti di un sentimento diffuso a sostegno di questa iniziativa coraggiosa. Con i blocchi alle navi e agli aerei che portano armi nei teatri di guerra si sono conquistati un ruolo fondamentale ed hanno i titoli per allargare lo sguardo alle politiche di riarmo ed alle conseguenze che queste producono nelle nostre vite.</p>
<p class="text-justify">Come andiamo ripetendo in tanti in questi giorni, non possiamo rimanere a guardare. Al ministro israeliano mandiamo a dire che le sue minacce non ci fermeranno e che le sue parole ci spingono ad intensificare l’iniziativa.</p>
<p class="text-justify">Con la Palestina nel cuore, avanti tutta!</p>
<p class="text-justify">Se bloccano la Flotilla, blocchiamo tutto!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 21 Aug 2025 14:48:31 +0200</pubDate>
                        <title>TRAGEDIA AL COLOSSEO: GUIDA TURISTICA PERDE LA VITA NEL MONUMENTO SOVRAFFOLLATO ED ESPOSTO AI RISCHI DA CALORE. USB CHIEDE DA TEMPO TUTELE PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>TRAGEDIA AL COLOSSEO: GUIDA TURISTICA PERDE LA VITA NEL MONUMENTO SOVRAFFOLLATO ED ESPOSTO AI RISCHI DA CALORE. USB CHIEDE DA TEMPO TUTELE PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI</strong></p>
<p class="text-justify">Roma,&nbsp;21/08/2025 11:07</p><div class="text-justify"></div><p class="text-justify">La giornata di martedì 19 agosto si è tinta di lutto per tutte le persone che lavorano nel settore turistico e culturale a Roma: una lavoratrice, guida turistica presso il Colosseo, Giovanna Maria Giomarino, ha perso la vita mentre svolgeva il proprio lavoro accompagnando un gruppo di turisti, anche a causa delle temperature estreme che hanno colpito la Capitale.</p>
<p class="text-justify">USB esprime profondo cordoglio alla famiglia e vicinanza alle colleghe e ai colleghi della vittima, e ribadisce con forza la necessità di affrontare con urgenza le gravi condizioni di lavoro che da troppo tempo affliggono chi opera all’interno dei luoghi della cultura romani.</p>
<p class="text-justify">Restiamo in attesa dei risultati dell’esame autoptico, ma è ormai sotto gli occhi di tutti come gli operatori e le operatrici del Colosseo siano esposti quotidianamente a rischi causati dal caldo, dall’affollamento e dalla mancanza di spazi idonei al riposo e alla tutela della salute.</p>
<p class="text-justify">USB ha denunciato più volte la situazione alle amministrazioni e alle autorità competenti, segnalando come turni massacranti, assenza di aree climatizzate e carenza di misure di prevenzione abbiano reso insostenibile il lavoro all’interno del monumento, soprattutto durante le ondate di calore sempre più frequenti dovute ai cambiamenti climatici.</p>
<p class="text-justify">USB chiede pertanto interventi immediati e concreti affinché siano garantite condizioni di lavoro dignitose e sicure per chi lavora nei siti archeologici e in particolare nel Colosseo. È necessario introdurre misure adeguate per affrontare il rischio da stress termico, rivedere anche il piano di gestione delle emergenze perché sia all'altezza dei flussi turistici e che lo stesso sia verificato e condiviso con tutti i lavoratori pubblici e in appalto che lavorano nel sito.</p>
<p class="text-justify">Il presidio sanitario, presente nelle giornate estive, aveva terminato da poco la sua attività quando Giovanna ha accusato il malore.</p>
<p class="text-justify">Il sito archeologico, inoltre, sarebbe dovuto restare chiuso per rispetto di questa tragedia che si era appena abbattuta sui colleghi e sui numerosi turisti presenti. E invece è continuata l’attività, come spesso accade in questi casi anche nelle fabbriche, nei negozi, nei cantieri.</p>
<p class="text-justify">Le logiche del profitto non possono prevaricare la salute dei lavoratori, non con oltre 700 vittime sul lavoro all’attivo nel 2025.</p>
<p class="text-justify">Non è più tempo di rinvii.</p>
<p class="text-justify">Questa ennesima tragedia non deve passare sotto silenzio.</p>
<p class="text-justify">USB rinnova il proprio impegno affinché la sicurezza e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori vengano poste al centro dell’agenda politica e gestionale del patrimonio culturale italiano.</p>
<p class="text-justify">Roma, 21 agosto 2025</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB Lavoro Privato</p>
<p class="text-justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB Pubblico Impiego</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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