BENICULTURALI:LETTERA USB ALLA COMMISSIONE DI STUDIO SULLA RIFORMA MiBAC.

Roma -

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

c.a. Componenti Commissione di Studio sulla Riforma del MiBAC

Segretario Generale

dott. Giovanni Panebianco

sg@beniculturali.it

 

Direttore Generale Organizzazione

dott.ssa Marina Giuseppone

dg-or@beniculturali.it 

 

 

La scrivente O.S. USB P. I. MiBAC ha ritenuto necessario e doveroso inviare preventivamente un documento che possa risultare elemento aggiuntivo e positivo per ciò che riguarda lo studio sulla riforma del nostro Ministero.

Premesso:

che il problema delle Esternalizzazioni e Privatizzazioni rimane una tematica/problematica da affrontare contestualmente alla nuova e/o modifica della riforma, per cui, secondo il nostro parere, è arrivato il momento di dire basta ai mancati stanziamenti di fondi nella pubblica amministrazione in particolare nel MiBAC per poi dimostrare che il sistema pubblico non funziona così si aprono le porte ai privati, amici degli amici, che fanno cassa con il patrimonio culturale pubblico.

Quindi bisogna ridare centralità al ruolo pubblico: difatti come USB da sempre denunciamo le ESTERNALIZZAZIONI e gli APPALTI nella Pubblica Amministrazione e per quanto riguarda il MiBAC proponiamo di cancellare la legge Ronchey sui servizi aggiuntivi e REINTERNALIZZARE attività, servizi e LAVORATORI. I beni culturali sono una ricchezza inestimabile del nostro paese e chi lavora per e con essi deve essere riconosciuto in tutti i sensi per puntare a mettere insieme il settore culturale italiano e non solo i professionisti e i lavoratori dei Beni Culturali.

Pertanto la salvaguardia e la tutela

 

 

 

  • USB ritiene essenziale mantenere all’interno del MIBAC i servizi di vigilanza, compresi la vigilanza notturna e il casierato, per garantire forme effettive e continuate di sicurezza a tutela dei siti culturali, funzioni non delegabili ad esterni che offrono servizi più costosi, non continuativi e meno qualificati dei presidi che possono essere assicurati dal personale interno professionalmente qualificato e “interessato” al bene da tutelare. E’ da rigettare quanto già provato in passato con esperienze quali la “gara Consip” per il “controllo di polizia” di importanti siti. USB propone da molto tempo di “allestire” un bando di concorso per Assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza per risolvere definitivamente la grave carenza di personale di tale profilo professionale, peraltro spesso “denunciata” anche dai Dirigenti degli istituti centrali e periferici del Mibac, che ora il ministro Bonisoli sembra aver preso in considerazione. Una figura professionale, lo ribadiamo ancora una volta, che permetterebbe di rispettare la normativa attuale sui beni culturali e andrebbe a rafforzare quanto previsto nell’art.18 del Codice dei Beni culturali che “delega” al MiBAC la competenza su vigilanza e tutela del patrimonio culturale. Allo stesso modo siamo contrari ai tentativi di privatizzare anche le segreterie tecnico-amministrative degli Istituti Autonomi delegando dirigenti e politici di turno ad assumere collaboratori esterni all'Amministrazione, invece di utilizzare il nostro personale con professionalità acquisite sul campo, in alcuni casi sfruttato per anni con mansioni superiori, senza alcun riconoscimento sia economico che professionale, come i c.d.”Funzionari ombra”. In merito esprimiamo ancora una volta il nostro compiacimento per il prossimo scorrimento della graduatoria riguardante per il momento solo 460 colleghi a cui si dovrebbero aggiungere tutti gli altri in graduatoria.

Superare le “controriforme” Franceschini

Le riforme (o controriforme come le ha da subito definite USB) imposte dall’ex ministro Franceschini hanno letteralmente portato al collasso degli uffici del MIBAC e alla devastazione del patrimonio culturale italiano.

Ecco cosa abbiamo visto:

beni culturali appaltati a privati interessati solo a fare cassa; annullamento della tutela dei patrimonio; caos organizzativo di molti uffici del Ministero (nuove soprintendenze uniche, poli museali…) ed evidenti disfunzioni funzionali. Deleteria è stata la scelta di creare, peraltro in due tappe successive, le Soprintendenze uniche con grave perdita delle specificità di competenze nella tutela dei beni culturali a favore di una “valorizzazione” che sembra tradursi esclusivamente in iniziative di facciata, prive di valore, o addirittura in fenomeni solo “mediatici” e di disneyzzazione della cultura (come sfilate e “giochi” di gladiatori al Colosseo) con l’intenzione squalificante ed esclusiva di “staccare biglietti”. 

 

 

 

  • Le controriforme hanno malamente tentato di rimediare ai loro stessi danni introducendo le aree funzionali organizzative con relativi responsabili, le cui indennità sono pagate con i soldi di tutti i lavoratori, e non con fondi specifici, che debbono così finanziare le disastrose scelte organizzative del MIBAC: una scelta non giustificata e non necessaria se fossero state mantenute le Soprintendenze specifiche di settore e meglio utilizzate le tante professionalità operanti nel MIBAC.
  • E’ doveroso superare la scissione, creata volutamente per smantellare le funzioni di controllo e tutela svolte dalle Soprintendenze di settore, tra la tutela e la valorizzazione, legando i musei e le aree archeologiche al rispettivo “territorio”, potenziando le funzioni di tutela dei beni culturali e la politica di manutenzione continua e quotidiana attraverso figure professionali specializzate e stabili.
  • Le negative condizioni in cui operano i nuovi uffici creati/accorpati dalle controriforme sono sotto gli occhi di tutti con i poli museali e gli istituti/musei autonomi privi di personale amministrativo e di altre figure professionali, decretando gravi problemi di funzionamento ordinario. 
  • Le ultime norme in materia di esportazione e di scambio dei beni culturali sono state introdotte con l’esplicito ed esclusivo intento di favorire il mercato antiquario e di opere d’arte mettendo in crisi il funzionamento dei relativi uffici e a rischio il patrimonio.
  • Anche in questo caso le “riforme” producono effetti ancora più gravi in materia di Tutela e Sicurezza in mancanza di un organico programma di investimenti ed occupazione pubblica, favorendo il ricorso a forme sempre più accentuate di precarietà di lavoro e abuso di lavoratori atipici e saltuari. Occorre un piano di valorizzazione delle professionalità necessarie per far funzionare soprintendenze, musei, gallerie, siti archeologici, archivi e in particolare le biblioteche.

In attesa di un preventivo incontro/confronto politico-amministrativo, come promesso dal Ministro, si inviano Cordiali Saluti e Buon lavoro.

 

Roma, 11/03/2019                                                                         USB P.I. MiBAC