BENICULTURALI: ASSEMBLEA DELL'USB P.I. MiBAC AGLI SCAVI DI OSTIA ANTICA

Roma -

L’assemblea del 18 gennaio c.m. è nata sull’onda dell’allarme lanciato dal personale turnista al fine di socializzare e fare il punto su due questioni che hanno destato una certa e legittima apprensione: lo scippo del recupero orario per chi lavora un festivo infrasettimanale senza l’adeguata maggiorazione prevista contrattualmente e l’apertura del Castello di Giulio II con criteri e modalità organizzative che non sembrerebbero rispettare quelle che sono le minime misure di sicurezza previste dalla normativa.

In aggiunta, l’argomento delle esternalizzazioni che riguarda uffici, settori e servizi è motivo di allarme per il personale soprattutto perché non si riesce a comprendere fino a che punto questa Amministrazione voglia spingersi, alla luce delle evidenti riduzioni degli organici e a fronte dei prossimi pensionamenti.

Da sottolineare la forte lamentela da parte dei turnisti assistenti alla vigilanza: questi costituiscono il reale biglietto da visita del Parco stesso, sono i primi a raccogliere e a rispondere alle istanze, alle lamentele e alle esigenze del pubblico nondimeno percepiscono un totale disinteresse da parte dell’Amministrazione verso le criticità del loro lavoro.

L’assemblea ha tuttavia subìto un brusco cambio di programma dal momento che alla vigilia, a meno di 24 ore dall’iniziativa, è stata diffusa una incauta nota della Direzione che, ribadendo la posizione dell’Amministrazione sui criteri e sulle modalità organizzative relative all’apertura del Castello, giungeva a minacciare addirittura provvedimenti disciplinari su presunte interpretazioni di comunicati sindacali da parte della stessa.

Insomma una impennata di tensione ingiustificata alla vigilia di una legittima assemblea sindacale, una irruzione a gamba tesa nelle relazioni sindacali e nel libero esercizio democratico dei lavoratori e delle proprie rappresentanze.

Pertanto il dibattito assembleare ha preso avvio da questo ragionamento constatando che non si è mai verificato che una Direzione di posto di lavoro intervenisse a poche ore di distanza dall’avvio di una legittima assemblea sindacale richiamando e bollando volantini diffusi dalla sigla sindacale organizzatrice dell’incontro: un atteggiamento che l’assemblea ha aspramente disapprovato perché lesivo dell’autonomia sindacale in generale e nel caso specifico dell’Usb.

L’assemblea ha notato e criticato anche il fatto che l’annuncio della riunione non sia stato diffuso, come avviene solitamente, via mail da parte degli uffici competenti in relazioni sindacali al personale tutto. Una “dimenticanza” che però non è sfuggita a tanti lavoratori intervenuti e che rischia di condizionare le relazioni sindacali. L’assemblea, nel dare mandato ai delegati sindacali Usb di esercitare tutti i passi possibili onde giungere a ristabilire eque e corrette relazioni sindacali nonché l’apertura di un tavolo tecnico sulle questioni sindacali oggetto di controversia, espone di seguito –schematicamente- i punti tratta

 

 

  • Questione democratica: l’assemblea stigmatizza i citati atteggiamenti dell’Amministrazione irrispettosi dell’autonomia sindacale. Si propone di cominciare dai verbali di contrattazione che devono essere frutto di modalità di rilevazione più trasparenti. Chiede ai rappresentanti sindacali presenti di mettere in cantiere un momento generale di dibattito qui al Parco sulla Democrazia nei posti di lavoro anche con personalità giuridiche, sindacali etc esterne al posto di lavoro.

 

 

  • Recupero festivo infrasettimanale lavorato: l’assemblea rifiuta -perché evidentemente penalizzante e discriminatoria- la decisione del tutto anomala che elimina il consueto recupero orario senza la maggiorazione prevista contrattualmente in caso di lavoro di un festivo infrasettimanale. Rifiuta altresì, come immaginato dalla Direzione, di restare in attesa delle salvifiche e chiarificatrici spiegazioni di una futura circolare ministeriale. Chiede all’Usb di verificare se ci sono estremi per adire le vie legali.

 

 

  • Esternalizzazioni: l’assemblea è fortemente preoccupata per le esternalizzazioni in essere del Parco Archeologico di Ostia Antica e chiede di conoscere dettagliatamente quei sevizi, uffici e settori attualmente o prossimi a progetti di esternalizzazione;

 

 

  • Castello di Giulio II: l’assemblea chiede di conoscere la documentazione per la Valutazione dei Rischi (DVR) relativa al Castello ai sensi del Dlgs 81/2008 nonché il Piano per la Sicurezza ai sensi del DM 30 giugno 2016, nel quale si evidenzino chiaramente anche le modalità da attuare, il personale e le professionalità da utilizzare, per la sicurezza dei visitatori dei lavoratori e del Monumento, per tutte le attività richieste;

 

 

  • Si richiede inoltre il DVR per i Monumenti e le attività svolte, nei siti dei Porti di Claudio e Traiano e per la Necropoli di Porto, al fine di verificare se siano in sicurezza i Monumenti, il personale ed i visitatori in occasione delle varie aperture al pubblico;

 

 

  • Sicurezza e benessere lavorativo: l’assemblea delega alcune lavoratrici e lavoratori presenti a stilare un questionario anonimo da diffondere a tutto il personale delle varie qualifiche per avere un quadro che sia reale e espressione dal basso, quindi completamente autonomo e non condizionato, delle condizioni lavorative, dei carichi di lavoro, dello stress lavoro correlato.

 

 

  • L’assemblea chiede nuovamente, alla direzione, di conoscere in dettaglio gli incarichi ed i carichi di lavoro dei dipendenti e dei lavoratori presenti a qualsiasi titolo nel Parco Archeologico di Ostia Antica.

 

 

 

L’assemblea del 18 gennaio 2019