BENI CULTURALI: IL MINISTRO BONISOLI CONFERMA GLI IMPEGNI ASSUNTI PER I LAVORATORI E IL MiBAC “FIGLI DI UN DIO MINORE”.

Roma -

BENI CULTURALI: IL MINISTRO BONISOLI CONFERMA GLI IMPEGNI ASSUNTI PER I LAVORATORI E IL MiBAC “FIGLI DI UN DIO MINORE”.

 

 

Il 28 novembre 2018 si è tenuto il secondo incontro tra le OO. SS. e il Ministro Bonisoli. USB, nel suo intervento, ha confermato quanto già evidenziato nel corso degli incontri con lo stesso Ministro e con il Segretario Generale dichiarando che, essendo già noti e segnalati i problemi e le questioni più pressanti, ci potevamo limitare ad ascoltare ciò che la parte politica aveva da dire in merito agli atti alle soluzioni da adottare. Comunque abbiamo ancora una volta rimarcato alcuni punti indilazionabili, a partire dalle nomine che debbono riconoscere i gradi di responsabilità effettivamente ricoperti e svolti. Fabbisogno in organico. Programmazione assunzionale. Un problema non più rinviabile è quello dei “funzionari ombra” per dire definitivamente basta al mansionismo e riconoscere il lavoro svolto da molti lavoratori assicurando il funzionamento del Ministero. Occorre poi procedere alla stabilizzazione dei 33 lavoratori professionisti part-time/precari. Ridare ruolo e funzioni alle biblioteche. Basta esternalizzazioni e privatizzazioni. Intervenire sulla riforma/controriforma Franceschini in merito ai Poli museali e agli Istituti con Autonomia speciale. A seguito anche delle nostre "denunce" sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, la recente circolare del Segretariato Generale proprio sulla sicurezza, salubrità e benessere lavorativo (finalmente chiara e dettagliata e che collega tre ambiti non separabili), risulta fondamentale una forte azione di coordinamento e di vigilanza affinché quanto in essa previsto sia rispettato e applicato in tutte le realtà del territorio. Soldi freschi per il FUA. Abbiamo infine posto nuovamente il nodo della Società Ales e dell’applicazione del contratto del commercio a lavoratori che svolgono compiti e funzioni in gran parte identici a quelli del personale di ruolo del Ministero, richiamando inoltre l’intervento del Ministro affinché si trovi, per questi lavoratori, una soluzione al pagamento dei buoni pasto e alla sostituzione di quelli non goduti e risolvere il problema del precariato.

Quello che segue è un resoconto "autentico" delle dichiarazioni fatte dal Ministro. Nel suo intervento ha confermato in sostanza quanto indicato nell'incontro del 6 settembre u.s. precisando meglio alcuni suoi orientamenti ma modificandone altri, a partire dall’abbassamento dei numeri complessivi di assunzioni possibili (ca 3600 a fronte degli oltre 6000 preannunciati in precedenza). Le assunzioni che avverranno nel 2019 saranno a “poste correnti”, senza bisogno di ricorrere a stanziamenti specifici in finanziaria (legge di stabilità). Il Ministro intende ricorrere a un sistema “straordinario” sino a che non si arrivi a innalzare il numero dei 16.000 lavoratori oggi in servizio, insufficienti a garantire il funzionamento del Ministero. Il “sistema ordinario”, e troppo complicato, di assunzione sarà ripristinato quando la dotazione di personale sarà debitamente potenziata. Ha comunicato di voler procedere in modo graduale nelle assunzioni anche per evitare un “blocco generazionale” che potrebbe portare alle nefaste conseguenze che si stanno verificando attualmente (troppi pensionamenti e cessazioni dal servizio nello stesso tempo), bloccando la funzionalità degli uffici. Ha assicurato che il Ministero sta lavorando operativamente a: concorso per 500 lavoratori di Area II, già previsto dal precedente governo, che dovrebbe partire il più presto possibile; scorrimento nelle graduatorie per 91 unità di personale; assunzione di 12 unità della segreteria tecnica di Pompei; inserimento in organico di 160 lavoratori provenienti dal Ministero della Giustizia; ripescare 160 restauratori dalle graduatorie. Il Ministro ha specificato che queste ultime sono tutte “iniziative operative” che andranno in porto a prescindere dallo stanziamento di ulteriori fondi specifici. Ha poi informato sull’assunzione di 54 nuovi dirigenti alcuni attinti dalle graduatorie ancora in corso (storici dell’arte, architetti, archeologi, amministrativi, archivisti), di cui 19 per “profili” specifici ancora da chiarire.

Inoltre ha confermato che non ritiene necessaria una “riforma Bonisoli” del Ministero ma è urgente intervenire su quelle parti delle “riforme Franceschini” che non funzionano o dimostrano criticità, spesso non derivate da “scelte strategiche” ma dal criterio del “costo zero”.Ritiene necessario rivedere quelle scelte che hanno portato all’accorpamento di istituti di natura diversa (ad es. le biblioteche nei Poli Museali). Nella prima parte del 2019 si procederà alla revisione di parti della struttura del Ministero (da verificare se con nuovo DPCM o con disposizioni del ministro), revisione utile anche per capire il numero dei dirigenti necessari al funzionamento delle strutture ministeriali. Per i concorsi ritiene utile fare “bandi unici” (per aree professionali ampie): la sua intenzione è quella di lavorare per dare risposte in prospettiva al Ministero. Il Ministro ha poi ribadito che l’indirizzo politico del Ministero sta cambiando, a partire dalla necessità di rivedere scelte che prima erano considerate come “naturali”, come la concessione “a prescindere” di beni culturali ai privati. Per quanto riguarda Ales il Ministro ha detto che deve essere uno strumento e non un fine, deve essere fatta una seria e critica valutazione sul suo uso strutturale: la società “in house” può essere utilizzata in situazioni di necessità non altrimenti affrontabili ma non in ordinario, dichiarandosi apertamente contrario a tutte quelle situazioni che vedono lavorare fianco a fianco lavoratori che svolgono le stesse mansioni ma sono regolati da tipi di contratto diversi e pagati in maniera differenti (e con diritti diversi, aggiungiamo noi).

Prendiamo positivamente atto di alcune dichiarazioni fatte (assunzioni seppure ridotte, riapertura delle graduatorie e “funzionari ombra”, stop alle esternalizzazioni dei beni culturali a prescindere, rivedere il ruolo delle biblioteche, poli museali e ruolo di Ales).

Altre questioni rimangono in sospeso, a partire dalla necessaria integrazione dei fondi del Ministero.

Continueremo a vigilare perché quanto di positivo preannunciato sia effettivamente seguito da atti e provvedimenti concreti.

 

 

LOTTA INSIEME A NOI!!! LA LOTTA PAGA!!!

UNITI SI VINCE!!!