Pubblico Impiego Ministero Beni e Attività Culturali

BENI CULTURALI E TURISMO: IL MINISTRO CANCELLA LA FESTA DEL 1° MAGGIO NEL D.M. PER LE APERTURE AL PUBBLICO DEI MUSEI E LUOGHI CULTURALI STATALI; USB SOTTOSCRIVE L’ACCORDO SUI PROGETTI LOCALI PER L’ANNO 2016; LE OO.SS. CHE HANNO SEMPRE SOTTOSCRITTO GLI ACCO

Roma -

BENI CULTURALI E TURISMO: IL MINISTRO CANCELLA LA FESTA DEL 1° MAGGIO NEL D.M. PER LE APERTURE AL PUBBLICO DEI MUSEI E LUOGHI CULTURALI STATALI; USB SOTTOSCRIVE L’ACCORDO SUI PROGETTI LOCALI PER L’ANNO 2016; LE OO.SS. CHE HANNO SEMPRE SOTTOSCRITTO GLI ACCORDI DI APERTURA STRAORDINARIA IN QUELLA GIORNATA OGGI “FANNO FINTA DI INDIGNARSI”.

 

 

DM “Criteri per l’apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali”.

Oggi durante la riunione di trattativa nazionale, abbiamo chiesto di avere copia del nuovo Decreto Ministeriale, per verificare se le nostre proposte, che riteniamo importanti, sono state prese in considerazione dall’amministrazione e recepite nel decreto, per ciò necessita, secondo noi, avere questo documento.

In riferimento alla possibile cancellazione della festa del 1° maggio, voluta dall’amministrazione, abbiamo ribadito ciò che per molti anni abbiamo verbalizzato durante le riunioni di contrattazioni nazionali e scritto sui nostri comunicati ai lavoratori, inerenti all’apertura straordinaria della festa internazionale del lavoro. “Voi colleghi delle altre OO.SS. che per l’ennesima volta vi accingete a sottoscrivere l’accordo per l’apertura del 1° maggio, un giorno vi pentirete perché l’amministrazione cancellerà tale festività e i lavoratori del ministero saranno costretti a lavorare e le loro prestazioni saranno pagate con le quote previste per le turnazioni”.

Noi, oltre ha NON aver mai sottoscritto l’accordo in questione, siamo stati anche “profeti” e lungimiranti e i fatti oggi ci stanno dando ragione. Ovviamente la cancellazione della festa dei lavoratori si configura, secondo il nostro parere, come un ulteriore attacco, da parte del Ministro, ai diritti dei lavoratori dei beni culturali.

USB nelle sue proposte ha inserito come giornata di chiusura dei luoghi culturali, anche il 25 aprile, giornata storica per la libertà e la democrazia del nostro paese.

Il riferimento al 25 aprile, non è stata solo una proposta, ma anche un modo per dire a questo governo e all’Europa che siamo disposti a RESISTERE alla dichiarazione di “guerra ai diritti” da parte della Troica.

 

 

Progetti locali

Abbiamo ribadito la validità della nostra firma sull’ipotesi di accordo sottoscritto nel dicembre 2015, per cui rifiutiamo in toto quest’ulteriore tentativo da parte dell’Amministrazione di individuare nei criteri di ripartizione dei fondi per il miglioramento dei servizi resi all’utenza, la meritocrazia.

Noi siamo e rimaniamo contrari all’applicazione del decreto Brunetta.

Inoltre abbiamo chiesto un intervento politico presso la Funzione Pubblica e non solo, affinché la stessa F.P. prenda atto che il nostro ministero ha subito riforme e controriforme per cui si trova in una fase di riordino amministrativo - gestionale e i lavoratori “subiscono” sulla loro pelle questa precarietà lavorativa, ma continuano a mantenere aperti gli istituti e produrre servizi ed efficienza. Quindi, sulle modalità di ripartizione delle risorse del FUA lasci che sia il tavolo di trattativa nazionale del MiBACT a decidere come utilizzare i soldi per pagare la produttività ai lavoratori.

 

 

Assegnazioni provvisorie

Abbiamo espresso la nostra contrarietà a qualsiasi provvedimento di assegnazioni provvisorie, distacchi a ore e/o giorni o addirittura a personam di personale, com’è accaduto per la segreteria di un direttore generale e per la galleria borghese. In merito abbiamo chiesto il ritiro del provvedimento e invitato il direttore generale dell’organizzazione e del personale a verificare se tali provvedimenti sono stati emanati rispettando gli accordi nazionali sulla mobilità volontaria e la normativa vigente.

 

 

Ritardati pagamenti 500 giovani per la cultura

Abbiamo denunciato con forza il mancato pagamento dello “stipendio” alla stragrande maggioranza dei 500 Giovani per la cultura e invitata l’amministrazione a monitorare la situazione a livello nazionale e individuare eventuali responsabilità. Inoltre abbiamo chiesto al referente politico, di impegnarsi per modificare la norma in merito ad una possibile proroga, almeno di sei mesi, del periodo previsto dal programma formativo straordinario.

L’amministrazione si è impegnata a verificare la situazione dei pagamenti. Per quanto riguarda il prolungamento non abbiamo avuto alcuna risposta.

 

 

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