BENI CULTURALI E TURISMO: LETTERA APERTA AL MINISTRO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO Alberto Bonisoli

Roma -

LETTERA APERTA AL MINISTRO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO

Alberto Bonisoli

 

Egr. Ministro, non stupisce alla nostra Organizzazione Sindacale maggiormente rappresentativa nel comparto Funzioni Centrali, non firmataria del CCNL e rappresentativa all’interno del MiBACT, il fatto che il Soprintendente Francesco Prosperetti risulti iscritto nel registro degli indagati per la vicenda del vincolo sulle tribune dell'ippodromo di Tor di Valle per la costruzione del nuovo stadio di Roma. In merito a ciò sarà la Magistratura a stabilire il suo ruolo nella contorta vicenda.

 

Ma le lavoratrici e i lavoratori della Soprintendenza una idea su questo Dirigente già se l’erano fatta. Che avesse comportamenti arroganti, irrispettosi della normativa vigente, in particolare sulle relazioni sindacali, sul contratto di lavoro e sulle norme in materia di sicurezza, i lavoratori lo hanno pagato sulla propria pelle e la USB li ha da subito denunciati non solo con innumerevoli segnalazioni a partire dall’allora Capo di gabinetto, Segretario generale per finire alle varie Direzioni generali del MiBACT, ma anche al Tribunale di Roma che, con sentenza del 31 maggio 2017, l’ha condannato e ha sanzionato l’Amministrazione per gli illegali comportamenti assunti dal Soprintendente nei confronti di un lavoratore della ex Soprintendenza Archeologica, ora Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma (SSABAP).

 

Il MiBACT è sempre stato a conoscenza dei suoi reiterati comportamenti, denunciati anche sul tavolo di trattativa nazionale pure da altre OO.SS.

 

Risulta alla scrivente che solo il Direttore generale Organizzazione ha più volte invitato per iscritto il Soprintendente a cambiare atteggiamento, ma il Prosperetti ha perseverato nei suoi atti persecutori tanto che solo attraverso il Giudice è stato dichiarato nullo ed illegittimo un suo provvedimento di trasferimento verso un lavoratore, condannando l’Amministrazione a pagare le spese legali, tra l’altro a distanza di un anno non ancora liquidate.

 

I comportamenti arroganti ed illegittimi di cui sopra e di seguito riportati, del Soprintendente in questione, non hanno influito sul suo “curriculum” considerato il suo ultimo incarico da Dirigente generale e tantomeno è stato da buon esempio per i suoi dipendenti.

 

Il Soprintendente si è permesso di minacciare fisicamente ad un tavolo di contrattazione nazionale il coordinatore nazionale USB Beni Culturali in presenza di alcuni rappresentanti politici e non solo del Ministero; trattare senza rispetto le OO.SS. territoriali e la R.S.U. non presenziando agli incontri sindacali programmati oppure abbandonare i tavoli di trattativa sfuggendo alle proprie responsabilità; non rispondere alle numerose richieste delle OO.SS, della RSU e dei lavoratori di rendere pubblici i contratti firmati con una società di vigilanza privata che ha sostituito il servizio di casierato interno (a costo zero per l’Amministrazione) in ben tre sedi della Soprintendenza lasciando vuoti appartamenti immediatamente fruibili per il personale di vigilanza del Ministero stesso.

 

Che dire inoltre dell’omessa vigilanza, con relativo danno per lo stato, sulla vicenda dell’enorme palco montato nell’area archeologica del Palatino per lo spettacolo flop del 2017 “Divo Nerone”.

 

Abbiamo chiesto più volte alle Autorità del MiBACT di intervenire nei confronti di questo Dirigente ma senza alcun riscontro, forse era stato dichiarato “persona Unesco patrimonio dell’umanità” pertanto considerato intoccabile. Ora, visti i fatti attinenti lo stadio di Roma e quanto descritto, ne chiediamo, in attesa degli sviluppi dell’indagine in corso, quantomeno la sospensione dall’incarico.

Nell’attesa di un riscontro si coglie l’occasione per chiederLe un incontro sindacale e inviarLe Auguri di Buon lavoro.

 

Roma,20/06/2018                                                                     USB P.I. MiBACT